Pioggia di vendite a Wall Street iniziata con misterioso crollo nella notte

6 dicembre 2018, di Daniele Chicca

Un misterioso e repentino calo dei future sugli indici dell’azionario Usa ha dato il la alle vendite che si stanno abbattendo a Wall Street in giornata, spingendo il gruppo CME a interrompere le attività di scambio a diversi intervalli di tempo.

All’apertura delle contrattazioni alle 18 ora locale di ieri (le 2 del mattino in Italia), i contratti eMini sull’indice S&P 500 sono piombati improvvisamente di anche il -1,8% in pochissimo tempo (vedi grafico sotto riportato). tra volumi superiori alla media.

Per prevenire che i cali diventassero troppo ampi in uno stretto arco temporale, l’azienda che gestisce la piattaforma di trading è stata pertanto costretta a imporre uno stop alle operazioni di scambio, ricorrendo a pause da 10 secondi ciascuna.

Un portavoce di CME ha citato una volatilità estrema, che ha provocato più di 40 eventi “Velocity Logic” nei soli primi sei minuti di trading. Da lì in avanti il funzionamento dei mercati finanziari è tornato alla normalità.

Normalità non significa però che Wall Street sia risparmiata dalle vendite. All’apertura delle contrattazioni alle 15:30 italiane (le 9:30 di New York), il Dow Jones perde 500 punti. In due sedute (ieri la Borsa è rimasta chiusura per omaggiare l’ex presidente George H. W. Bush) tra martedì e giovedì il paniere delle blue chip ha perso circa mille e 300 punti.

A pesare sul morale degli investitori è la crisi diplomatica mondiale apertasi con l‘arresto della numero due di Huawei in Canada. Sono gli Stati Uniti ad aver ordinato l’arresto a Vancouver, chiedendo l’estradizione della donna, figlia del patron del gruppo cinese, citando un’inchiesta in cui Meng Wanzhou è accusata di violazione delle sanzioni contro l’Iran. La situazione rischia di provocare un peggioramento dei rapporti tra le due prime economie al mondo, già tesi per via della guerra commerciale.

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