Pensioni, Padoan stoppa i sindacati: “Prima i giovani”

23 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Prima i giovani poi le pensioni. Così il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan nel corso di un’intervista a Repubblica rivolgendosi ai sindacati con cui è in atto negli ultimi giorni un braccio di ferro proprio sul tema pensioni.

Padoan subisce le pressioni dell’UE, che chiede non si faccia passo indietro sull’innalzamento dell’età pensionabile. Alla domanda se sulle pensioni il governo ha fatto una cosa di sinistra Padoan afferma:

“Direi di sì. La sostenibilità delle finanze pubbliche riguarda le generazioni future, che oggi sono più deboli. Capisco che è scomodo ricordarlo ma è il mio compito. E rinunciare all’adeguamento dell’età alla speranza di vita avrebbe fatto saltare parametri che la Commissione europea ritiene fondamentali per il contenimento del debito (…) Abbiamo trovato una soluzione per permettere a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima di altri. Quindi la trattativa con i sindacati è stata positiva; ora si va in Parlamento visto che si tratta di emendamenti alla legge di Bilancio. C’è una legge — peraltro già applicata due volte — che prevede rialzi automatici dell’età legati alla speranza di vita e il governo ha preso atto che si possono introdurre delle deroghe per lavori particolarmente gravosi. Modificheremo anche l’algoritmo che lega l’aspettativa di vita biologica e all’età pensionabile. Mi rammarico che questa soluzione sia stato accolta solo da due sindacati su tre, ma la spesa pensionistica è cruciale”.

Infine un pensiero alla legislatura si avvia alla fine.

“Oggi c’è un’Italia che si è lasciata alle spalle i timori legati alla fragilità del sistema bancario, dove il debito ha smesso di crescere, ci sono un milione di occupati in più, la fiducia di imprese e famiglie è molto più solida. Dunque un’Italia che rappresenta una buona piattaforma di lancio per una nuova stagione di riforme”.

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