Pensioni italiane sotto media Ue per durata assegno, verso proroga Ape social

13 novembre 2017, di Mariangela Tessa

Una proroga dell’Ape social fino al 2019 e un ammorbidimento dei requisiti per entrare a far parte della lista dei mestieri usuranti che verranno esentati dall’innalzamento dell’età della persone a 67 anni a partire dal 2019.

Le professioni resteranno sempre le 15 indicate giovedì scorso ma recependo le obiezioni dei sindacati i requisiti di accesso verranno allentati. In particolare prevedendo non più 36 anni di contributi, ma 30 o poco di più, e 7 anni sugli ultimi 10 (anziché 6 su 7) di impiego in una occupazione gravosa.

È questa, secondo indiscrezioni stampa, l’ultima offerta che farà oggi il governo ai sindacati per cercare di chiudere un accordo sul dossier pensioni. Elementi, già in parte emersi nei giorni scorsi e che indicherebbero un margine stretto per la trattativa.

Intanto, secondo quanto emerge da uno studio della Uil, gli italiani godono di buona salute ed hanno un’ottima aspettativa di vita ma, visto il ritardo di 3 anni del momento di andare in pensione rispetto alla media europea, ci restano per una durata di tempo inferiore rispetto agli altri paesi Ue.

Nel dettaglio, gli uomini italiani percepiscono l’assegno pensionistico per una media di 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea. L’Italia si piazza così all’ultimo posto tra le economie più avanzate della Ue e parecchio indietro il generale nella classifica della Ue a 28.

La fotografia scattata dal sindacato  è  un’occasione per ribadire la contrarietà del sindacato all’ adeguamento automatico alle aspettative di vita.

“Non c’è nessun motivo di aumentare l’età pensionabile in modo generalizzato, continuando a fare parti uguali tra diseguali”, ha ribadito ieri il segretario confederale Uil Domenico Proietti, presentando lo studio.

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