Pensioni, Boeri: “Con quota 100 si perdono fino a 500 euro al mese”

18 ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Le riforma delle pensioni voluta dal Governo, la cosiddetta quota 100, rischia di svuotare le tasche dei pensionati, invece che rimpinguarle.  A dirlo è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che, ieri, durante la sua audizione alla Commissione Lavoro della Camera, ha messo nero su bianco i calcoli sulla cosiddetta quota cento:

“Quanto ci perde un lavoratore che va in pensione adesso con 62 + 38 rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni? Molto approssimativamente possiamo ipotizzare” che con quota 100 un lavoratore medio della P.A. (stipendio sui 40.000 euro l’anno, n.d.r.) potrebbe perdere “500 euro” al mese“.

Salato anche il conto per le casse dello stato. Secondo i calcoli di Boeri, quota cento, l’opzione donna, la conferma dell’Ape sociale e il blocco dell’adeguamento della speranza di vita avrebbero un impatto di circa “140 miliardi in più di spesa nei primi dieci anni” che, dal 2046 in poi, la spesa dovrebbe scendere perché le persone saranno andate in pensione in anticipo e con assegni più bassi rispetto a quelli che avrebbero ottenuto andando a riposo con le regole attuali.

Nel primo anno ci sarebbe una maggiore spesa di 7 miliardi, che salirebbe a 11,5 miliardi nel 2010 e a 17 miliardi nel 2021.

Per quanto riguarda il taglio delle ‘pensioni d’oro’, Boeri stima inferiori a 150 milioni:

“I risparmi dal taglio delle pensioni d’oro sono inferiori a 150 milioni ma si può arrivare a 300 milioni se si abbassa la soglia, da 90 mila a 78 mila quindi stabilendo una soglia più bassa”. 

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