Inflazione al massimo dal 2014 in Eurozona, euro su ma ancora sotto $1,10
Sul forex, recupero dell’euro-dollaro dopo la comunicazione, dal fronte macro dell’Eurozona, del dato relativo all’inflazione di settembre.
L’euro sale dello 0,17% a quota 1,0991, rimanendo comunque sotto la soglia di $1,10.

Stando a quanto reso noto da Eurostat, l’indice dei prezzi al consumo – termometro dell’inflazione – ha segnato un rialzo su base annua dello 0,4%, rispetto a +0,2% di agosto, con il tasso che si è attestato al record dal 2014.
Il dato è stato sostenuto soprattutto dall’aumento dei costi si ristoranti, bar, affitti e tabacco e si è confermato in linea con le attese.
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Riguardo agli altri rapporti di cambio, il dollaro smorza i guadagni delle ultime ore e cede lo 0,12% sullo yen, a JPY 104,06; il dollaro sale invece nei confronti della sterlina, con il rapporto di cambio GBP-USD in flessione dello 0,18%, a GBP 1,2169. Euro piatto sullo yen, +0,07% a JPY 114,39; euro-sterlina +0,31% a GBP 0,9031. Euro-franco svizzero +0,03%, a CHF 1,0871.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.