Salvataggio Mps, verso scudo per 40mila obbligazionisti

22 dicembre 2016, di Daniele Chicca

Alla fine come era ampiamente prevedibile Mps non ce l’ha fatta a salvarsi con le sue forze. La banca a corto di liquidità non ha trovato gli anchor investor disposti ad assicurare la sua sopravvivenza finanziaria a lungo termine. L’ipotesi di un investimento per 1 miliardo di euro da parte del fondo sovrano del Qatar, per esempio, è definitivamente tramontata quando mancano poche ore al termine delle sottoscrizioni al maxi piano di aumento di capitale da 5 miliardi.

Lo hanno detto delle fonti all’agenzia di stampa Reuters. “La partecipazione degli investitori è vincolata a due elementi, la presenza di un anchor investor e il successo dell’Lme”, puntualizza una delle fonti. “L’ipotesi Qatar è tramontata e in assenza di anchor non ci sono richieste”.

Gli investitori hanno tempo fino alle 14 per aderire. Senza il loro impegno, ricorda Reuters, “anche le adesioni all’offerta di conversione del debito subordinato diventano ininfluenti perché tutta l’operazione di ricapitalizzazione. Questa situazione rende obbligatorio l’intervento pubblico. La Bce ha dato infatti tempo a Mps solo fino al 31 dicembre per rimettere le finanze in sesto.

I risultati dell’offerta Lme riservata al pubblico retail dicono che le adesioni all’offerta, inclusa quella sul Fresh 2008, sono state pari a 2,45 miliardi di euro. Sulla base di tali risultati l’aumento di capitale LME raggiungerà al massimo quota 2,069 miliardi.

Mps: allo studio scudo per obbligazionisti

La banca più antica del mondo verrà salvata dal governo Gentiloni con un’iniezione lampo di liquidità che sarà fornita tramite una serie di garanzie su prestiti o bond. Allo studio del Consiglio dei Ministri c’è anche uno scudo per i 40 mila obbligazionisti subordinati che altrimenti rischierebbero di subire un’ingente perdita.

Il salvataggio statale di Mps, reso necessario dopo il fallimento dell’aumento di capitale, sarà condotto in diverse fasi e ci vorranno due o tre mesi per completare l’operazione. A renderlo possibile è stato il voto favorevole delle aule parlamentari a un decreto del governo che prevede l’innalzamento del debito pubblico con una misura “una tantum” che non avrà un impatto sul deficit.

Per rendere possibile il salvataggio di Mps, il governo dovrà varare un decreto che istituisce un fondo per ricapitalizzare le banche in crisi. Tra domani e venerdì si terrà la riunione volta a finalizzare anche questo aspetto.

Intanto sui mercati è fuga degli investitori dai titoli Mps. Le direttive Ue stabiliscono che a partecipare al piano di aiuti statali debbano essere anche gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati della società. Il titolo, che ha perso il 30% in trenta giorni, in avvio a Piazza Affari non fa prezzo con un calo teorico del -6,75%.

Anche le finanze pubbliche, non solo quelle di Mps, sono sotto osservazione. Secondo quanto riferito a Reuters dal corresponsabile rating sovrani dell’agenzia Dbrs, Fergus McCormick, le prossime 24 ore e le azioni che il governo italiano intraprenderà per affrontare i problemi del settore bancario nazionale saranno probabilmente cruciali per l’agenzia di rating per decidere se tagliare o meno il giudizio sul credito sovrano del nostro paese, secondo quanto riferito a Reuters dal co responsabile rating sovrani dell’agenzia Fergus McCormick.

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