Investimenti Bitcoin, custodia regolamentata può essere una svolta

20 giugno 2018, di Alberto Battaglia

Un posto sicuro per mettere al riparo i Bitcoin dalle violazioni informatiche: per molto tempo l’incertezza sulla protezione dei portafogli di Bitcoin ha inibito l’ingresso degli investitori istituzionali nel regno delle criptovalute. Ma presto le garanzie su questo fronte potrebbero farsi solide come non lo erano state fino ad ora e, sostiene Bloomberg, questo potrebbe essere uno snodo fondamentale verso le dinamiche di prezzo di questi asset digitali.

Coinbase, la più famosa fra le piattaforme exchange per lo scambio di Bitcoin, è prossima a ottenere l’approvazione di un servizio di custodia in linea con gli standard statunitensi per la protezione degli asset. Insieme a Coinbase, sono su questa strada anche Circle e BitGo, anch’essi a caccia dell’ok della Securities and Exchange Commission (Sec). Nella partita dei servizi di custodia regolamentati ci sarebbero anche alcuni attori tradizionali come Bny Mellon, JPMorgan Chase e Northern Trust, secondo quanto riporta la testata americana.

Nonostante la natura impalpabile delle criptovalute, mettere al sicuro potrebbe avere costi decisamente rivolti a una clientela istituzionale: la custodia Coinbase è aperta per conti a partire da 10 milioni di dollari e applica un costo di attivazione di 100mila dollari. Circa 20 miliardi di dollari in criptovalute sarebbero pronti a fluire nei servizi di custodia una volta disponibili, stima Sam McIngvale, l’uomo alla guida del progetto di Coinbase.

La modalità di custodia esplorata è nota come “conservazione a freddo”, la quale mantiene le chiavi dei depositi in criptovaluta offline, al riparo dagli hacker. Questa sarà la norma per le operazioni di custodia, rivela una fonte di Bny Mellon, in quanto l’archiviazione a caldo (collegata a Internet) è sì più veloce, ma anche più rischiosa.

 

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