In pensione prima con il prestito: al via l’Ape volontaria

13 febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Da oggi, martedì 13 febbraio 2018, si potrà fare all’Inps domanda per andare in pensione anticipata, l’Ape volontaria.

A fare domanda chi avrà almeno 63 anni nel 2018 (o almeno 63 anni e 5 mesi nel 2019) purché abbia maturato almeno 20 anni di contributi. Il requisito anagrafico minimo sale a 63 anni e cinque mesi nel 2019 dato che cresce di cinque mesi l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia (arrivando a 67 anni).

L’Ape volontaria è un vero e proprio prestito finanziario con garanzia pensionistica:  si ottiene una pensione in anticipo rispetto agli anni che si dovrebbe e poi si dovrà restituire il prestito ottenuto con rate mensili (in totale 240) esclusa la tredicesima. Per ottenere il prestito la rata di ammortamento mensile, sommata ad eventuali rate per prestiti ancora aperti, non deve superare il 30% del trattamento pensionistico (al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni  divorzili o di mantenimento dei figli). Come funziona in sostanza? Si sceglie l’istituto di credito finanziatore e  l’assicurazione che farà un contratto contro il rischio di premorienza e si fa domanda di Ape contestualmente alla richiesta per la pensione di vecchiaia.

La domande deve essere inoltrata all’Inps che decide l’importo da versare al richiedente che va da un minimo di 150 euro mensili per sei mesi ad un massimo del 75% del trattamento pensionistico mensile nel caso l’erogazione dell’Ape richiesta sia superiore a tre anni, l’80% se la durata del prestito è tra i 24 e i 36 mesi,’85% se la durata è tra 12 e 24 mesi e 90% se è inferiore a 12 mesi.

Ma davvero l’Ape volontaria conviene? Per scoprirlo oggi l’Inps inaugura sul suo sito un simulatore sui costi del prestito che potrà orientare le scelte dei contribuenti proprio sulla convenienza o meno dell’Ape, sugli importi da chiedere e sulla durata del prestito.

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