I quattro comandamenti per i nuovi investitori in Bitcoin

6 dicembre 2017, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Exante

La parabola del bitcoin ha attirato l’attenzione di moltissimi nuovi investitori, che però rischiano di gettarsi a capofitto in un nuovo mercato che sfugge alla loro comprensione (come peraltro a quella di parecchi esperti finanziari), in quanto allettati dalla speranza di facili guadagni e magari diventare milionari da un giorno all’altro. Charles Bovaird, collaboratore di Forbes e consulente, ha individuato quattro regole utili che chiunque dovrebbe tenere sempre presente al suo primo contatto con il mondo del bitcoin e delle criptovalute in generale.

1. Studia

La maggior parte delle persone che muovono i primi passi nel mondo del trading e degli investimenti in bitcoin e criptovalute appaiono interessate al lato speculativo, senza degnare di attenzione il funzionamento reale del bitcoin né tantomeno la tecnologia su cui si basa, la blockchain. Niente di più dannoso, in primis per le tasche di un investitore, che buttare i soldi in qualcosa che non si comprende.

La soluzione più ovvia per non cadere in questo errore è impegnarsi a leggere le otto pagine che compongono il white paper di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro cui si cela l’inventore (o il team di inventori) della prima criptovaluta.

E quello è solo l’inizio. A soddisfare la vostra sete di conoscenza riguardo l’ecosistema delle criptovalute ci pensa un numero pressoché infinito di siti web specializzati sull’argomento.

2. Sii cauto

Il bitcoin è l’asset protagonista di un fenomeno ancora molto giovane ed estremamente volatile. La combinazione di questi due elementi è sinonimo di rischio. Elevato a n volte.

L’entusiasmo che circonda il mercato delle criptovalute di certo è contagioso, ma prudenza e pazienza sono più che mai d’obbligo, specialmente per i novizi.

Come si deve comportare quindi il neo-bitcoiner? Il processo da seguire è semplice, ma rigoroso: investire un piccola porzione del proprio capitale, determinare una strategia di investimento e il relativo orizzonte temporale, fissare un punto di entrata e infine non farsi prendere dall’impazienza.

Applicare al bitcoin una strategia classica come il Dollar Cost Averaging (ovvero investire una quantità prestabilita di denaro a intervalli regolari) è uno dei metodi più indicati per difendersi dalle oscillazioni tipiche delle criptovalute.

3. Diversifica

Bovaird ricorda che la maggior parte dei nuovi accoliti nel campo delle valute digitali si approcciano a questo mondo tramite il bitcoin. E magari da lì non si schiodano. Eppure il numero di altcoin presenti sul mercato (oltre 1.300 al momento della scrittura) offre una serie di opportunità più che interessanti, specialmente in vista di una strategia di diversificazione del portafoglio.

Alcune di queste criptovalute in effetti registrano rendimenti e tassi di crescita superiori allo stesso bitcoin, senza contare che in certi casi la performance delle altcoin migliora proprio in occasione dei cali della criptovaluta maggiore.

A favore della diversificazione è anche il co-fondatore della società fintech Exante, famosa per aver lanciato nel 2012 il primo fondo in bitcoin, Anatoliy Knyazev, che afferma: «Imparare a selezionare le migliori altcoin è la chiave del risk management quando si investe in criptovalute; è proprio seguendo questo principio che in Exante dallo scorso agosto offriamo l’accesso al fondo XAI, un fondo che ha come sottostante 6 altcoin: Ethereum, Ethereum Classic, Ripple, Monero, Litecoin e ZCash».

4. Tieni le tue criptovalute fuori dall’exchange

Gli exchange si chiamano così perché sono delle piattaforme pensate per lo scambio di asset digitali (criptovalute, in questo caso). Per conservare questi asset invece bisogna servirsi di un wallet, che può essere di diversi tipi. Questa differenza basilare tra strumenti viene a volte messa da parte, nella frenesia dei primi investimenti, e a lungo andare può rivelarsi più che controproducente, basti pensare agli account hackerati degli utenti di exchange Mt.Gox o, più recentemente, BTC-e.

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