Economia

Fisco, verso condono totale su cartelle fino a mille euro

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Nella discussione sul decreto fiscale che accompagnerà la prossima manovra economica, e che dovrebbe arrivare lunedì in Consiglio dei ministri, spunta l’ipotesi di uno sconto delle cartelle esattoriali, ma solo per quelle “mini” affidate alla riscossione dal 2000 al 2010.

Secondo quanto riferisce oggi Il Sole 24 Ore, la norma allo studio dovrebbe prevede la cancellazione di tutti i debiti fino a mille euro, che interesserà anche multe stradali e bolli auto.

L’ultima bozza circolata prevede, infatti, la cancellazione di tutti i debiti fino a mille euro (importo che deve comprendere capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) affidati alla riscossione dal 2000 al 2010. Una cancellazione per cui il contribuente non dovrà attivarsi, perché saranno gli agenti della riscossione a procedere con il “pilota automatico” entro la fine del 2018. La misura a cui sta lavorando il Governo e che servirebbe a ripulire il magazzino dell’ex Equitalia, strappando circa un quarto di tutte le cartelle.

Secondo il quotidiano, non sono solo i debiti tributari a rientrare nel perimetro di questa nuova mega sanatoria. “Nei ruoli affidati all’agente della riscossione fino al 2010, infatti, c’erano anche multe stradali e tributi locali, come ad esempio l’Ici e la tassa rifiuti o il bollo auto”.

La norma non prevederebbe però la restituzione delle somme già versate prima della data di entrata in vigore del decreto.

Una conferma in questo senso è arrivata anche ieri dal sottosegretario leghista all’Economia Massimo Bitonci:

“Stiamo valutando con il Mef – ha detto ai microfoni di Radio anch’io – una possibile soglia per poter effettuare uno stralcio complessivo di tutte quelle cartelle piccole sotto i 1000 euro o i 5000 euro. Queste cartelle costituiscono il 55% del “magazzino complessivo che sono 850 miliardi”, ha spiegato il sottosegretario. “E’ vero che dal punto di vista quantitativo non pesano molto – ha aggiunto – ma interessano quasi 15 milioni di contribuenti“.

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