Ema: il giorno della verità. Tajani in pressing su Juncker

22 febbraio 2018, di Mariangela Tessa

Troppe cose non tornano nell’assegnazione della nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam. Dopo l’annuncio del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di voler fare ricorso alla Corte dei conti Ue, il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha scritto ieri una lettera al presidente lussemburghese della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, chiedendo di consegnare all’Europarlamento “tutti i dettagli dell’offerta olandese per ospitare l’agenzia e la valutazione della Commissione”, includendo anche le parti “confidenziali”.

La richiesta arriva lo stesso giorno in cui a sorpresa si è dimesso il segretario generale della Commissione Ue, l’olandese Alexander Italianer, responsabile della valutazione tecnica dei requisiti delle città candidate a ospitare l’Agenzia. Al suo posto tra l’altro, è stato nominato il capo di gabinetto di Juncker, Martin Selmayr.

Intanto, oggi ad Amsterdam si svolgerà il sopralluogo degli eurodeputati inviati dalla commissione Ambiente dell’Europarlamento per verificare che la nuova sede dell’Ema, rispetti le condizioni necessarie a garantire la continuità operativa dell’Agenzia durante e dopo il suo trasferimento da Londra dopo la Brexit.

Le sedi dove effettuare il sopralluogo, in realtà, sono due: quella ora indicata come iniziale e provvisoria (lo “Spark Building”) dopo che ne sono state scartate, perché inadatte, altre due indicate precedentemente; e quella definitiva (il “Vivaldi Building”) di cui non è neanche iniziata la costruzione, e che sembra sempre più difficile possa essere anche solo parzialmente pronta entro marzo 2019, data indicata nelle condizioni per la scelta.

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