Criptovalute, truffa “Giza” per 2 milioni di dollari

12 marzo 2018, di Livia Liberatore

Una persona falsa, con un profilo LinkedIn e Instagram non corrispondenti a realtà, ha attirato più di 1.000 investitori nel progetto di ICO di nome Giza. I truffatori sembrano aver superato i 2 milioni di dollari in criptovaluta dopo aver effettuato un’offerta iniziale di moneta falsa (ICO). Secondo quanto riporta Cnbc, le persone legate all’incidente potrebbero essere collegate a un altro furto recente.

La truffa ruota attorno a un individuo misterioso chiamato Marco Fike, il COO di Giza. Tra gli otto investitori, partner ed ex dipendenti di Giza intervistati dalla CNBC, tutti affermano di non aver mai visto la faccia di Marco Fike. L’ICO era destinata a una presunta start-up chiamata Giza, che sosteneva di sviluppare un dispositivo super-sicuro per permettere alle persone di archiviare le criptovalute.

Giza ha realizzato il suo ICO a gennaio e attirato investitori per diverse settimane. Una persona che ha messo soldi nel progetto ha detto a Cnbc di aver impegnato etere per una quantità equivalente a 10.000 dollari in quel momento, e un altro ha dichiarato di aver investito circa 5.000 dollari di etere. All’inizio di febbraio, Giza aveva raccolto più di 2.100 monete Ethereum, che all’epoca valevano circa 2,4 milioni di dollari.

Dopo aver investito denaro per tutto gennaio e febbraio, molti hanno cominciato a diventare sospettosi riguardo il progetto fin quando il sito web di Giza è stato cancellato lo scorso venerdì. Secondo Cnbc, esistono parallelismi tra il movimento del denaro nel caso Giza e una truffa separata perpetrata contro una moneta digitale chiamata Bee Token. Questo potrebbe voler dire che la persona o le persone coinvolte nella truffa di Giza sono le stesse dietro quella dei Bee Token.

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