Bufera su codice di Grillo: “no sanzioni automatiche per gli indagati”

2 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Commenti a valanga sui social network sul nuovo “Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie”, che è stato pubblicato questa mattina alle ore 10 sul blog di Beppe Grillo. E che mette in evidenza una improvvisa e sospetta indulgenza del leader del M5S nei confronti di chi, appartenente al movimento, viene colpito da un avviso di garanzia.

Oltre alla necessità di garantire una condotta che sia improntata ai principi “di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi”, il Codice stabilisce l’obbligo di informare “immediatamente e senza indugio il gestore del sito” M5S dell’esistenza di procedimenti penali in corso, anche se la ricezione di un avviso di garanzia “non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti”.

Dal Codice emerge che Grillo, nella sua veste di garante, può sempre valutare la gravità dei comportamenti degli esponenti M5S, anche “a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale”. Inoltre, la condanna in un procedimento penale per reati commessi con dolo (salvo i reati d’opinione) è automaticamente considerata “grave e incompatibile con la permanenza di una carica elettiva”.

Ma il fatto che il Codice non preveda sanzioni automatiche per gli indagati scatena la polemica tra i vari partiti politici. Alla carica diversi esponenti del Pd, che si sfogano su Twitter. E’ il caso della deputata Vanna Iori, che attacca:

“Grillo si scopre garantista e per convenienza sconfessa giustizialismo giacobino. Garantismo camuffato: Grillo è il garante“. Non mancano le battute dagli esponenti del Partito democratico, come nel caso del tweet di Anna Ascani: “Craxi ad esempio non aveva avvisato il gestore del blog. E questo non va bene”.

Di seguito alcuni tweet che risalgono anche ai giorni precedenti la pubblicazione del Codice, che sarà sottoposto a votazione online a partire dalle 10 della giornata di domani per la ratifica. Sul blog di Grillo si legge che “potranno votare tutti gli iscritti entro il primo luglio 2016 con documento certificato”.

Non manca la sensazione di rivincita per il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti:

“Il punto è semplice: chi fa notare le incongruenze e i gravi errori di una forza politica non è un traditore, né un infiltrato, ma una persona che con onestà intellettuale dice le cose esattamente come stanno, proponendo giuste soluzioni e senza aver paura delle conseguenze di tenere la testa alta. Chi tace, piega la testa e non sa formulare un benché minimo pensiero critico è solo uno yesman. E oggi continuo a vedere molti yesman, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia”.

Ancora Pizzarotti:

“Quando il Movimento 5 Stelle mi aveva sospeso illegittimamente mancava un regolamento sulle sospensioni e uno sul codice di comportamento. Nelle controdeduzioni che mi erano state chieste lo feci notare: impossibile e illegittimo sospendermi se mancano i regolamenti per farlo. Da parte dei vertici silenzio assoluto, lo stesso da parte del direttorio, ora rottamato senza neppure una spiegazione. Oggi, a distanza di ben sei mesi, è arrivata la conferma di quanto ho sempre fatto notare”.

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