#WSICall Sostenibilità, una rivoluzione appena iniziata: “Sarà il game changer degli investimenti”

3 Luglio 2020, di Alessandro Chiatto

La sostenibilità è solo una moda. Una frase che difficilmente si sentirà più dire, dopo che fondi attivi e passivi ESG hanno mostrato la loro forza e resilienza dal punto di vista degli investimenti durante la pandemia di coronavirus. Ne abbiamo parlato in questa #WSICall con Rodolfo Fracassi, amministratore delegato e co-fondatore di MainStreet Partners, società d’investimento con sede a Londra specializzata in investimenti sostenibili e ad impatto sociale ed ambientale, il quale ci ha spiegato come gli aspetti legati alla sostenibilità siano davvero a un passo dall’essere considerati il “game changer”, ovvero il cambio di prospettiva e di approccio, sul fronte degli investimenti: “La pandemia è stata un banco di prova importantissimo, perché sappiamo tutti come è stata la prima parte dell’anno. Devo dire che gli investimenti sostenibili lo hanno superato, siamo veramente soddisfatti dei risultati che abbiamo visto. C’è un fattore che accomuna tutte queste sovraperformance, che è il fattore quality: c’è una correlazione molto importante tra un elevato rating ESG e la qualità dell’azienda che si va ad analizzare. Chiaro che in un momento come questo avere meno indebitamento, un management forte ed essere un’azienda di qualità sta pagando tanto. Specialmente il tema Environment ci ha anche un po’ sorpreso da inizio anno, perché è molto esposto al commercio internazionale e vedere che sia riuscito ad aggiungere tanto valore rispetto agli indici tradizionali è sicuramente un buon segnale. Stiamo, inoltre, vedendo flussi importanti sia negli Etf sia nei fondi sugli investimenti sostenibili; e, infine, le obbligazioni social bonds che stanno crescendo in modo eccezionale, quasi tripla rispetto al 2019”. 

 

Sostenibilità Post-Covid

Ciò che accaduto in questi mesi è destinato a cambiare il mondo degli investimenti in qualche modo? “Covid-19 rimarrà con altre ondate, magari non con la stessa forza ma probabilmente ci accompagnerà ancora per qualche mese. Il primo punto importantissimo è che l’ambiente rimane in cima all’agenda, sia a livello politico che internazionale, sia anche a livello di investimenti privati. Sicuramente, però, salgono molto nell’agenda la S e la G, la parte sociale e di governance. Quest’ultima è fondamentale per la quality dell’azienda, quindi oggi anche solo per un tema di risk management va guardata e molto. Da un punto di vista sociale, invece, la gestione dei dipendenti e di tutta la catena del valore sono sicuramente fattori importanti, ma è interessante anche vedere come la tecnologia sia entrata in questo fattore all’interno del portafoglio. Bisogna uscire dal concept che il social è old economy, e la sfida, quindi, sarà allineare i portafogli ESG ai nuovi temi non solo in cambio ambientale, ma anche sociale. Ci sono diversi esempi: dalla telemedicina al food tech ed altri temi che secondo noi devono entrare nei portafogli”. 

Il “Game Changer”

Secondo Fracassi, gli sviluppi futuri, vedranno la sostenibilità essere un vero e proprio “game changer” che porterà tutta l’industria del risparmio gestito ad una trasformazione per adottare criteri di sostenibilità nei processi d’investimento, nella comunicazione e nella profilatura dei clienti: “Lo European Susteinable Finance Action Plan è l’insieme delle normative che l’Unione Europea e i vari player stanno portando avanti all’interno del Continente europeo per promuovere la sostenibilità a 360°. Lo chiamiamo game changer per un valido motivo: si inserisce all’interno di un contesto più ampio che parte dagli accordi di Parigi del 2015/16 dove c’è una spinta fortissima da parte della comunità europea per far diventare l’Europa il primo continente carbon neutral da qui al 2050, passando da una riduzione del 50% delle emissioni da qui al 2030. Sull’onda di questa spinta si è individuato negli intermediari finanziari coloro che potranno portare i capitali in questa direzione. Questo piano farà sì che l’analisi e la gestione del rischio legato agli aspetti di sostenibilità dovranno entrare nella quotidianità di qualunque player, banche, assicurazioni fondi pensioni e sgr in generale dovranno integrare questi aspetti e come si riflettono sui risultati. La regolamentazione, peraltro, impone di comunicare ufficialmente quello che si sta facendo e cosa si può migliorare. C’è una parte due che entra più nel dettaglio, e riguarda quei fondi che si autodefiniscono come ESG, che dovranno entrare molto più nel dettaglio rispetto ad adesso. Tutto questo entra in un contesto nel quale siamo in una fase di elaborazione della Taxonomy, il dizionario che verrà utilizzato per definire cos’è sostenibile e cosa no. Ci sono una serie di parametri secondo i quali si potranno classificare le singole aziende nei singoli settori e sottosettori, in modo da definire una categorizzazione molto precisa. E’ un game changer perché cambia un approccio, cambia il lavoro anche delle reti, dei consulenti e di chi comunica con i clienti, facendo anche la profilatura dei clienti sulla base delle loro richieste e valori e allinearla con quella che è l’offerta. Le tempistiche, peraltro, sono molto strette, con l’implementazione completa per marzo 2022”.