Web tax, si cambia: imposta dimezzata al 3%, non si applicherà a e-commerce

19 Dicembre 2017, di Mariangela Tessa

Cambia la web tax: l’imposta sulle transazioni digitali passa dal 6%, così come fissato al Senato, al 3% e, diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, non viene allargata all’e-commerce.

È una delle ultime novità emersa dal pacchetto di emendamenti presentati dal relatore e presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd). Nella nuova versione approvata la ritenuta sarà applicata solo dopo il superamento delle 3.000 transazioni in una anno solare.

Ma non è la sola novità di peso giunta nell’ultima nottata di voti della legislatura. Raggiunto l’accordo sul pacchetto famiglia, che comporterà però nuove modifiche al bonus bebè. Il bonus dovrebbe tornare fino a 3 anni di vita del bambino ma essere prorogato per il solo 2018. Arriverà il raddoppio, “da 2mila a 4mila euro”, della soglia di reddito dei figli entro la quale possono restare comunque a carico dei genitori, che mantengono così le relative detrazioni.

Tra le poche altre misure approvate  c’è una parziale retromarcia sulla stretta sulla vendita delle sigarette elettroniche, introdotta in Senato ma con il decreto fiscale. Cade infatti il divieto totale di vendita online perché sul web si potranno comunque acquistare i “dispositivi meccanici ed elettronici”, cioè gli ‘svapatori’.

Via libera alle cosiddette “farmacie dei servizi” in nove Regioni italiane nel triennio 2018-2019. Si tratta di servizi di assistenza domiciliare, dalle prestazioni fisioterapiche a quelle infermieristiche, passando anche per la prenotazione di visite specialistiche presso il sistema sanitario nazionale. Sarà un decreto del ministero della Salute a stabilire quali saranno le Regioni coinvolte. Le risorse stanziate sono pari a 6 milioni nel 2018, 12 milioni nel 2019 e 18 milioni per l’anno 2020. L’obiettivo della sperimentazione riguarda la “remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie con oneri a carico del servizio sanitario nazionale”.

Mentre i capitoli di rilievo restano ancora da affrontare, a partire da quello ‘spinoso’ del lavoro, la polemica la apre comunque il presidente Cesare Damiano quando si affronta, di nuovo il tema dei voucher.

Il tema centrale però, quello dei paletti ai contratti a termine (che dovrebbero passare da massimo 36 a massimo 24 mesi con il limite di 3 rinnovi anziché 5) sarà affrontato oggiì, quando comunque la commissione si propone di chiudere l’esame degli emendamenti per portare il testo in Aula con il mandato al relatore.

I tempi sono sempre più stretti, vista la necessità di una terza lettura del Senato che si vorrebbe concludere prima della pausa natalizia.