WALL STREET: WORLDCOM DEPRIME GLI INDICI

10 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Giornata no per i mercati Usa, depressi da una serie di notizie societarie sconfortanti e dalle vendite generalizzate sul settore dell’high-tech.

Definitivamente archiviata quindi l’euforia della seduta di mercoledi’. Il Dow Jones e’ tornato sotto i 10.000 punti, il Nasdaq ha chiuso a 1.600. In due giorni, il listino high-tech ha perso tre quarti dei guadagni realizzati mercoledi’.

Maglia nera della seduta e’ stato il colosso delle tlc WorldCom (WCOM – Nasdaq), investito da una raffica di downgrade dettati della preoccupante situazione finanziaria dell’azienda. Le agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch hanno tagliato il giudizio sul debito a ‘junk’ (spazzatura). Goldman Sachs ha abbassato il rating sul titolo da ‘market perform’ a ‘underperform’. Il titolo ha perso oltre il 20%. La pessima performance di WCOM ha affossato il settore delle tlc, che a sua volta ha tirato giu’ tutto il comparto high-tech. Secondo David Powers, senior technology strategist della banca d’affari Edward Jones, le tlc sono la spina nel fianco dell’high-tech e ”stanno facendo da ancora a tutto il settore”.

Hanno pesato sui listini anche le preoccupazioni sulla continua debolezza della spesa per l’IT, che hanno spinto il colosso informatico IBM (IBM – Nyse) a eliminare 8.000 posti di lavoro, pari al 2,5% dell’organico. Per Big Blue si tratta del taglio piu’ consistente degli ultimi dieci anni. Il titolo dell’azienda guidata da Samuel Palmisano e’ comunque riuscito a contenere i danni.

Il colosso della difesa Boeing (BA – Nyse) e’ finito nel mirino del settimanale Business Week, che in un lungo servizio ha sollevato sospetti sulle pratiche contabili.

Non si arrestano poi i timori degli investitori sulla ripresa degli utili societari, la cui stagione volge ormai al termine.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.600,85 (-3,01%)
Il Dow Jones a 9.939,92 (-0,97%)
L’S&P 500 a 1.054,99 (-1,68%)

A livello settoriale:

– Giornata nera per le tlc (XTC), depresse dalle preoccupazioni sulla situazione finanziaria di WorldCom (WCOM – Nasdaq). Secondo la banca d’affari CIBC, il downgrade di Mooody’s potrebbe aumentare le pressioni anche su altri operatori con problemi di liquidita’, come Qwest (Q – Nyse) e Sprint (FON – Nyse). Da segnalare anche i ribassi di SBC Communications (SBC – Nyse) , Verizon (VZ – Nyse) e BellSouth (BLS – Nyse).

– In netto calo anche il settore wireless (YLS), affossato dalla sconfortante trimestrale di Western Wireless (WWCA – Nasdaq), che ha ceduto oltre il 40%. In forte ribasso anche Nextel (NXTL – Nasdaq), Ericsson (ERICY – Nasdaq Adr) e AT&T Wireless (AWE – Nyse).

– Male anche i semiconduttori (SOX), sulla scia della brutta performance di Micron Technology (MU – Nyse) dopo che la banca d’affari Merrill Lynch ne ha ridotto le stime sul secondo e terzo trimestre 2002. In picchiata il titolo Applied Digital Solutions (ADSX – Nasdaq), che ha perso il 29% dopo che un articolo del Miami Herald ha puntato il dito contro i forti debiti dell’azienda. Il comparto ha ignorato le buone notizie provenienti dal leader mondiale dei chip, Taiwan Semiconductor (TSM – Nyse), che ha annunciato una crescita del 45% delle vendite in aprile.

– In ribasso il settore informatico sulla scia delle notizie negative provenienti da IBM (IBM – Nyse). Da segnalare il calo di Sun Microsystems (SUNW – Nasdaq).

– Negativo il comparto dell’archiviazione dati dopo la nota negativa della banca d’affari Bear Stearns. In particolare hanno perso terreno Brocade Communications (BRCD – Nasdaq), Network Appliance (NTAP – Nasdaq) e il numero uno del settore EMC (EMC – Nyse).

– In rosso anche il comparto software (GSO), su cui hanno pesato la brutta performance di Bea Systems (BEAS – Nasdaq), dopo che Bear Stearns e Credit Suisse First Boston ne hanno ridotto le stime, e il downgrade di Thomas Weisel su Verisign (VRSN – Nasdaq). Chiude in calo il numero uno del settore, Microsoft (MSFT – Nasdaq), nonostante la banca d’affari Prudential abbia preso le difese dell’azienda contro l’articolo del Financial Times secondo cui su Microsoft potrebbe abbattersi la scure dell’Unione europea per problemi antitrust. In controtendenza il titolo Peregrine (PRGN – Nasdaq).

– Negativo il settore biotech, con l’indice di riferimento BTK (BTK) che ha toccato il nuovo minimo delle ultime 52 settimane. Hanno depresso il comparto la trimestrale al di sotto delle stime di ImmunoGen (IMGN – Nasdaq) e la mancata approvazione da parte della Food and Drug Administration di un prodotto della ViroPharma (VPHM – Nasdaq).

– Debole il settore retail (RLX), sulla scia della brutta performance del colosso dell’abbigliamento giovanile Gap (GPS – Nyse) dopo le previsioni negative sulle vendite formulate dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. La banca d’affari Bear Stearns ha pero’ difeso il comparto.

– In calo infine il comparto della difesa (DFX) dopo le accuse del settimanale Business Week sulle pratiche contabili del colosso aerospaziale Boeing (BA – Nyse). In particolare hanno perso terreno Lockheed Mertin (LMT – Nyse) e United Technologies (UTX – Nyse).

Tra i titoli piu’ scambiati:

– In picchiata il titolo del colosso industriale Cooper Tire (CTB – Nyse) dopo la notizia della sospetta distruzione di documenti relativi alla produzione di gomme difettose che avrebbero causato la morte di quattro persone e paralizzato due ragazzi.

– La conglomerata General Electric (GE – Nyse) acquisira’ per $335 milioni l’azienda britannica di strumenti per la misurazione elettrica Druck Holdings Plc.

– In calo il colosso della chimica Dupont (DD – Nyse), nonostante abbia confermato gli obiettivi sui profitti per il secondo trimestre.

– Nell’occhio del ciclone il colosso del trading online E*Trade (ET – Nyse) a causa del compenso stratosferico dell’amministratore delegato Christos Cotsakos.

Sul fronte macroeconomico:

Praticamente ignorato il dato migliore delle stime sui prezzi alla produzione di aprile, che sottolinea che le pressioni inflazionistiche sono contenute. L’indice PPI e’ sceso dello 0,2%, il primo ribasso in quattro mesi. Il dato e’ migliore delle stime degli analisti, che si aspettavano un incremento dello 0,3%. L’indice ”core”, depurato dalle componenti alimentari ed energetiche, e’ cresciuto dello 0,1% contro il +0,2% stimato.

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