Wall Street sui massimi di 5 mesi

5 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Listini intonati con decisione al rialzo, volumi consistenti, rally delle materie prime, dollaro sui minimi di sei mesi contro l’euro. Questi i punti salienti della giornata borsistica a Wall Street che ha visto l’S&P 500 ritoccare il migliore livello dal 12 maggio. In termini percentuali e’ il maggior guadagno dal 9 gennaio.

Il Dow chiude in rialzo dell’1.8% a 10944.72 (+193.45 punti), il Nasdaq ha guadagnato il 2.36% a 2399.83 (+55.31 punti), l’S&P 500 ha segnato un incremento del 2.08% a 1160.73 (+23.70 punti).

A spiegare l’ottima performance, a un passo dai massimi intraday, non e’ solo il dato del settore servizi migliore delle stime (l’appuntamento clou e’ comunque per venerdi’ con il rapporto governativo del lavoro).

Gli operatori si sono concentrati sulle decisioni assunte dalla Bank of Japan che, per sostenere l’economia, ha tagliato il costo del denaro nel range 0-0.1%, ai minimi di 4 anni, e si e’ detta pronta a comprare altri titoli di stato, ma non solo. L’intento delle autorita’ del Giappone e’ sempre lo stesso: svalutare lo yen sostenendo le esportazioni

Anche a New York ci si continua a interrogare sulle prossime mosse della Federal Reserve, all’indomani delle dichiarazioni del numero uno Ben Bernanke. Secondo il governatore un nuovo acquisto di bond statali aiuterebbe l’economia Usa. Sembra dunque sempre piu’ probabile l’annuncio di un Quantitative Easing 2 nella prossima riunione della banca centrale americana in calendario a inizio novembre.

Intanto si guarda ancora una volta all’ Irlanda con Moody’s che ha messo sotto osservazione il rating. L’ Italia, insieme alla Grecia, e’ entrata nel mirino del Fmi che ha sostenuto il debito di Roma e Atene troppo alto.

Da una ricerca e’ emerso intanto che, complici scarse prospettive di crescita proprio per le economie dei paesi sviluppati, i flussi di capitale da parte degli investitori sembrano ormai dirottati sui paesi in via di sviluppo

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna novembre hanno chiuso la giornata con un +2.2% a $82.82 per barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro ha guadagnato $23.50 raggiungendo quota a $1340.30 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ avanzato dell’1.10% a quota $1.3837. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale e’ calato leggermente al 2.4740% dal 2.479% di ieri.