Wall Street si riprende e chiude piatta

23 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il tono negativo che si respira in Europa dopo le parole pronunciate da Papademos contagia anche gli Stati Uniti e Wall Street apre in rosso mai poi sul finale riprende quota. Gli investitori si rintanano in trincea in vista del summit Ue che si terra’ a Bruxelles e che potrebbe ufficializzare quello che gia’ i mercati temono: ritorno della Grecia alla dracma e default pilotato.

Wall Street ha chiuso contrastata ma con il Dow Jones che ha ritracciato recuperando in chiusura di seduta dopo la tendenza negativa che ha contraddistinto gli scambi nel corso della giornata. Il Dow Jones ha perso lo 0,05% e chiuso a quota 12496,07; il Nasdaq e’ cresciuto dello 0,39% a 2850,12 punti.

Gli indici hanno tentato di ridurre i guadagni, dopo la pubblicazione degli ultimi dati macro, ma il tentativo e’ risultato ben presto vano. Il rialzo migliore del previsto delle vendite di case nuove, che conferma una situazione in lieve miglioramento per il mercato immobiliare, continua invece ad avere un impatto positivo sul dollaro e sui prezzi dei titoli di stato Usa. Intanto l’euro scivola ai minimi intraday poco sopra $1,26.

Se anche l’ex primo ministro ellenico parla dei preparativi di un’uscita di Atene dall’euro, allora e’ il caso di iniziare a considerarlo un evento imminente. Stando alle ultime indiscrezioni di Reuters, agli stati membri e’ stato chiesto di preparare un piano di emergenza in caso di uscita di Atene dall’Eurozona, un’eventualita’ che strozza l’andmaento di borsa e moneta unica, ma che la banca centrale tedesca ritiene ‘gestibile’. E come dimostra l’esito dell’asta di Bund a due anni (tassi pari a zero), la possibilita’ di un finale di partita per l’euro sono aumentate nella percezione dei mercati. Tante sono le incognite, con il blocco a 17 che si appresta ad esplorare territori inesplorati.

I principali indici azionari della borsa Usa cedono circa mezzo punto percentuale, anche per via dell’avvertimento lanciato dal Congressional Budget Office (CBO). L’economia degli Stati Uniti potrebbe attraversare una nuova fase di recessione, in caso non vengano intraprese misure atte a modificare i bilanci. Questo nuovo retroscena si aggiunge alla già preoccupante situazione in Grecia e alla sua possibile uscita dall’euro.

Il CBO, in un report pubblicato ieri, ha segnalato che a legislazione vigente, tra il 2012 ed il 2013 in Usa si assisterebbe a un forte calo del deficit di bilancio pari al 4% del Pil, che però impatterebbe negativamente sulla crescita, stimata in calo dell’1,3% annualizzato nel primo semestre 2013.

Grande attesa per l’esito del Summit Ue in giornata a Bruxelles, dove i leader europei si incontreranno per discutere della crisi in corso nell’Eurozona, che solo in questo mese ha portato circa $4 trilioni di investimenti fuori dall’azionario.

Per il presidente francese Hollande è il “giorno della verità“: oggi sarà a Bruxelles dove dovrà fare chiarezza su quello che vuole imporre una Germania ancora potente, ma sempre più isolata. In cima alla lista gli Eurobond, ma la Germania ha già detto no.

In ambito macro, in aprile le vendite di nuove abitazioni hanno registrato una crescita del 3,3%, superiore al previsto.

Dal Giappone sono arrivate invece conferme di un rallentamento delle esportazioni. Il Deficit commerciale e’ stato superiore alle attese in aprile, sopra $6,5 miliardi, anche a causa del maggiore costo degli energetici e delle minori spedizioni verso la Cina.

Il rally dei mercati azionari di ieri si puo’ interpretare in diversi modi, essendo tanti gli elementi entrati in causa. Ma sicuramente uno dei motivi principali e’ che Goldman Sachs e’ ‘piombata a capofitto‘ sui titoli di borsa, facendo acquisti a man bassa.

Un’altra notizia di giornata che attirato l’attenzione degli operatori di borsa e’ stata l’asta del tesoro tedesco: la Germania ha collocato titoli a due anni per un importo di 4,55 miliardi di euro con un rendimento praticamente azzerato. Il tasso, infatti, e’ stato pari ad appena lo 0,07%.

Sotto inchiesta Morgan Stanley dopo il flop dell’Ipo di Facebook. La banca avrebbe tagliato le stime sui ricavi durante il road show, informando solo alcuni investitori della mossa. Poi avrebbe alzato in un secondo momento il range di prezzo, fissandolo al massimo della forchetta. Risultato: debutto disastroso, titolo giu’ e valore di mercato ridotto a 97 miliardi da 104.

Prosegue il calo di Dell, dopo che lo società informatica ha ufficializzato stime sul fatturato del secondo trimestre inferiori alle attese degli analisti.

Buon rialzo invece per PetSmart, dopo che i risultati dei primi tre mesi hanno superato le attese e le stime 2012 sono piuttosto buone.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,2623 (-0,4%). La moneta unica e’ invariata nei confronti del franco svizzero a CHF 1,20118, mentre contro lo yen scende dello 0,6%, a JPY 100,74. Il tasso di cambio tra dollaro Usa e yen si attesta a 79,47, in contrazione di -0,59%.

Per terminare la panoramica sugli altri mercati, l’indice delle commodity cede lo 0,9% dopo il calo dell’1% di ieri. L’oro quota in ribasso dell’1% circa a $1559,60 l’oncia. I futures con consegna luglio sul petrolio Usa scendono dello 0,4% in area $91,50 al barile. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,73%, in calo di 1,9 punti base.