Wall Street: sell, economia Usa rallenta. Janet Yellen confermata presidente della Federal Reserve

6 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street ha chiuso in negativo per via del dato Ism servizi, che ha mostrato come il settore (70% dell’economia degli Stati Uniti) continua a espandersi ma a un tasso inferiore alle attese. Il Dow Jones ha terminato la seduta in calo -0,27% a 16.424,91, il Nasdaq ha perso -0,44% a 4.113,68 e lo S&P 500 ha lascia sul terreno lo 0,25% a 1.826,77 punti.

In tarda serata Janet Yellen e’ stata confermata dal Senato Usa nel ruolo a cui era stata chiamata dal presidente Barack Obama e quindi dall’1 febbraio 2014 sara’ la prima donna alla presidenza della Federal Reserve, la banca centrale americana, al posto di Ben Bernanke, che lascia il 31 gennaio. Yellen e’ stata confermata con 56 voti a favore e 26 contrari (aveva bisogno di 50 voti per passare). Molti senatori erano assenti, per l’ondata di freddo polare che ha colpito gli Stati Uniti, con oltre 17.000 voli cancellati nelle ultime 48 ore.

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Oggi sono stati resi noti diversi dati economici:

– ordini imprese ottobre rivisti da -0,9% a -0,5%

– ordini beni durevoli novembre rivisti da +3,5% a +3,4%

– ordini imprese ex trasporti novembre +0,6%

– ordini imprese ex difesa novembre +1,8% (piu’ forte rallentamento in 52 mesi, e’ questo dato che ha provocato i sell)

Focus sulle dichiarazioni rilasciate lo scorso venerdì dal presidente della Fed Ben Bernanke, che ha sottolineato che l’economia degli Stati Uniti dovrebbe continuare nella strada della ripresa e che ha contestualmente reiterato l’impegno della Federal Reserve a tenere basso il valore dei tassi sui fed funds.

Terry Sandvem, responsabile strategist dell’azionario presso US Bank Wealth Management, ritiene che sui mercati ci sia ancora una propensione agli acquisti. Detto questo, “probabilmente il 2014 sarà un anno di transizione, che sarà sostenuto più dalla crescita degli utili che non dalla liquidità della Fed”.

“L’economia mondiale si trova certamente in una condizione migliore di 5 anni fa, al picco della crisi, ma non siamo ancora fuori pericolo. La ripresa globale in corso rimane irregolare e sommessa e le sue dinamiche sottostanti si stanno spostando”. Lo ha detto il numero uno del Fmi, Christine Lagarde, intervenendo a Nairobi al Kenya Private Sector Alliance Forum. I Paesi avanzati stanno guadagnando terreno, ha spiegato, mentre il ritmo di crescita delle economie emergenti sta rallentando.

Sul valutario, euro +0,32% a $1,3642; dollaro/yen -0,26% a JPY 104,53; euro/franco svizzero +0,04% a CHF 1,2305. Euro/yen -0,04% a JPY 142,35.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,01% a $96,39, il prezzo dell’oro -0,51% a quota $1.316,90 l’oncia. Da segnalare che le quotazioni del petrolio scambiate sul mercato newyorchese hanno perso nelle ultime quattro sedute -4%, registrando la peggiore flessione in quasi 8 mesi, a fronte del balzo dei prezzi dell’oro, che negli ultimi due giorni di contrattazione è stato il più sostenuto in quasi tre mesi.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali si attestano in flessione -0,49% al 2,98%.