Wall Street sale, piace Bernanke “colomba”

17 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in modesto rialzo per Wall Street con i mercati che hanno reagito meglio che in passato alle parole del presidente della Federal Reserve, il quale ha ribadito l’intenzione della banca centrale di ridurre il volume di acquisto bond entro la fine dell’anno ma compatibilmente con il miglioramento delle condizioni economiche. “Non c’e’ un corso prestabilito” ha sottolineato Bernanke, ricordando gli obiettivi della Fed in termini di disoccupazione e di inflazione al 6,5% e al 2% rispettivamente. Al suono della campanella, il Dow Jones avanza dello 0,12% a 15.471 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,32% a 3.610 punti e lo S&P 500 cresce dello 0,28% a 1.681,8 punti.

Il petrolio ha azzerato i guadagni e continua sulla parita’ a 106,01 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani proseguono positivi con rendimenti in calo al 2,49% per il bond decennale, benchmark del settore, e al 3,57% per il bond trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3139 dollari mentre il dollari avanza a 99,52 yen.

Indicazioni sullo stato di salute dell’economia americana sono arrivate oggi dal Beige Book, il rapporto sull’economia americana che la Federal Reserve pubblica ogni sei settimane. Secondo quanto è emerso dal rapporto, l’economia americana continua a crescere a un passo “da moderato a modesto”, grazie soprattutto al buon andamento del comparto immobiliare residenziale. Nel rapporto preparato in vista del vertice di politica monetaria del 30 e 31 luglio prossimi, la banca centrale americana ha usato un tono relativamente ottimista lasciando intendere che la crescita dell’economia statunitense potrebbe accelerare nella seconda parte dell’anno.

Notizie negative sono intanto arrivate sul fronte immobiliare: nel mese di giugno, il ritmo di costruzioni nel mercato edilizio degli Stati Uniti ha segnato un forte rallentamento. I nuovi cantieri edili sono scivolati infatti -9,9% mensile, testando i minimi dall’agosto del 2012. sono scivolati infatti -9,9% mensile, testando i minimi dall’agosto del 2012.

In ambito societario, focus su American Express, il maggiore gruppo di carte di credito, e MasterCard, il secondo in ordine di grandezza nel settore dei pagamenti elettronici. I due titoli ritracciano dopo che l’Unione Europea ha deciso di voler imporre un limite dello 0,2% alle commissioni sulle transazioni finanziarie.

Entra nel vivo la stagione delle trimestrali. Oggi è stata la volta di Bank of America, che ha riportato per il secondo trimestre dell’anno utili netti per 4,01 miliardi di dollari nel secondo trimestre, o 32 centesimi ad azione, su ricavi per 22,73 miliardi. I risultati sono migliori delle attese degli analisti che in media si attendevano profitti per 25 centesimi ad azione. A mercati chiusi sarà poi la volta del colosso dei chip Intel. Restando all’interno della sfera hi-tech, Yahoo ha fatto meglio delle previsioni, ma ha tagliato le stime sui ricavi per l’anno 2013.

In ambito valutario, euro -0,10% a $1,3148. Il cambio dollaro yen si attesta a 99,66 (+0,58%), euro-franco svizzero -0,15% a 1,2342. Euro/yen +0,49% a JPY 131,07.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,52% a 105,45 dollari al barile. Il prezzo dell’oro -0,39% a 1.285,40.

BANK OF AMERICA, TRIMESTRALE OLTRE LE ATTESE