Wall Street recupera nel finale, aspettando la Fed

28 Aprile 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street recupera nel finale dopo aver oscillato sotto e sopra la parità per gran parte della seduta. Con un occhio all’evoluzione della crisi ucraina, gli investitori si preparano ad una settimana di importanti dati macroeconomici e all’esito della riunione della Fed di domani e mercoledì.

A fine seduta, il Dow Jones cresce dello 0,54%, il Nasdaq perde lo 0,04% a 4.074 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,30% a 1.865. Il petrolio a giugno ha terminato in rialzo di 24 centesimi, lo 0,2%, a 100,84 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani chiudono negativi con rendimenti in aumento al 2,67% per il benchmark decennale e al 3,46% per il titolo a trent’anni. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3853 dollari mentre il biglietto verde sale a 102,46 yen.

Tra i temi della giornata, le notizie che interessano il mercato M&A, delle fusioni e acquisizioni. Il colosso farmaceutico Pfizer ha confermato che ha presentato una seconda proposta di acquisizione per la rivale britannica Astrazeneca. L’accordo potrebbe avere un valore superiore ai $100 miliardi.

Tornando all’Ucraina, il dipartimento americano del Tesoro ha annunciato un nuovo round di sanzioni “mirate” a scapito di sette funzionari del governo russo, “inclusi due membri della cerchia ristretta” del presidente Vladimir Putin, che saranno soggetti a un congelamento di asset e a un divieto di ottenere visti americani. Le sanzioni prendono di mira anche 17 societa’, anch’esse parte della sfera di Putin e soggette a un congelamento di asset.

Sul fronte macro, nuove positive indicazioni sono arrivate dai compromessi per l’acquisto di case esistenti negli Stati Uniti che sono saliti del 3,4% a 97,4 punti a marzo. Lo rileva l’associazione di settore Nar. Il dato e’ migliore delle attese degli analisti che puntavano su un progresso dello 0,6%.

Nello stesso mese, l’indice delle attività di business calcolato dalla Fed di Dallas è salito a 11,7 punti da 4,9 punti a febbraio. Il mese ha fatto registrare un miglioramento per quanto riguarda la produzione manifatturiera che ha visto il sotto-indice salire a 24,7 punti da 17,1 punti il mese precedente.

Importanti indicazioni arriveranno mercoledì, con la diffusione del Pil del primo trimestre e l’inizio della riunione della Fed di due giorni, che si concluderà con annunci sui tassi e sull’evoluzione della politica monetaria. Jim Reid, analista di Deutsche Bank, sottolinea che l’attenzione sarà soprattutto sull'”outlook di metà anno, che comprenderà le stime sul Pil e l’inflazione del periodo che va dal 2014 al 2016″.

Sul valutario, euro +0,25% a $1,3866; dollaro/yen +0,14% a JPY 102,29; euro/franco svizzero -0,14% a CHF 1,2177. Euro/yen +0,39% a JPY 141,85.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,71% a $101,31, il prezzo dell’oro +0,01% a quota $1.300,90 l’oncia.

Tra i titoli in evidenza oggi: Pfizer sale del 3% in avvio dopo che il colosso farmaceutico ha visto rifiutate due offerte per AstraZeneca e sta lavorando alla prossima mossa. L’operazione potrebbe valere oltre 100 miliardi di dollari.

Merck & Co è alle battute finali nella cessione della propria divisione “consumer” per circa 14 miliardi di dollari.

Loews ha registrato un calo del 75% dell’utile trimestrale dal momento che ha messo in conto la perdita
relativa alla vendita in corso di una divisione di Cna Financial