Wall Street positiva nel finale, fari su petrolio e lavoro

2 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Finale positivo per Wall Street, che rialza la testa nel finale  grazie all’andamento positivo del petrolio, che ha chiuso in rialzo la terza seduta di fila. Il Dow Jones guadagna lo 0,20% a 16.899 punti, il Nasdaq cresce dello 0,29% a 4.703 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un aumento dello 0,39% a 1.986 punti.

Dal Beige Book della Federal Reserve, il documento sull’andamento dell’economia preparato in vista del prossimo vertice di politica monetaria il 15 e 16 marzo, e’ intanto emerso che l’attivita’ economica si espande in gran parte dei distretti degli Stati Uniti.

L’economia e’ stata sostenuta da una spesa al consumo che e’ “aumentata nella maggior parte dei distretti”, si legge, da miglioramenti sul mercato del lavoro e nel settore immobiliare. La crescita dei salari, auspicata dalla Fed per sostenere una inflazione finora troppo debole, e’ stata “da piatta a forte”.

Nel distretto di St. Louis, in particolare, il 56% dei contatti sondati dalla Banca centrale ha riportato un incremento rispetto all’anno scorso, il massimo in due anni.

Il business americano appare inoltre “generalmente ottimista sul futuro della crescita”. Le condizioni nel settore manifatturiero, colpito dal dollaro forte e della domanda globale debole, sono pero’ parse stagnanti. Otto distretti su 12 hanno riportato “significativi ostacoli”, in particolare nel comparto energetico.

Buone notizie sono arrivate intanto dal mercato del lavoro. Il dato stilato da Adp, che anticipa quello del dipartimento al Lavoro in arrivo venerdi’, ha segnalato la creazione di 214.000 posti di lavoro, piu’ dei 185.000 attesi.

Per il terzo giorno di fila il petrolio ha chiuso in rialzo al Nymex. Il contratto ad aprile ha guadagnato 26 centesimi, lo 0,8%, a quota 34,66 dollari al barile. La seduta e’ stata tuttavia molto volatile: il greggio ha visto nel durante cali fino al 2% dopo il dato delle scorte settimanali Usa, salite di 10,4 milioni di barili (contro attese per un +2,6 milioni) a 518 milioni di barili circa.

L’incremento e’ stato il piu’ grande dall’aprile 2015 e ha provocato il raggiungimento di livelli record per la terza volta di fila. Poi il contratto ha virato in rialzo arrivando a guadagnare oltre l’1% salvo poi ritornare in territorio negativo e successivamente risollevarsi. Il mercato ha preferito concentrarsi sul calo della produzione Usa, pari a 9,077 milioni di barili giornalieri e corrispondente ai minimi di fine 2014. Cio’ potrebbe suggerire una contrazione della produzione mensile il cui andamento sara’ scattato presto. I trader pero’ avvertono: spesso il dato settimanale non e’ affidabile.

A livello societario, Exxon Mobil  prevede di tagliare del 25% a 23 miliardi di dollari le spese in conto capitale. Dopo avere emesso nei giorni scorsi 12 miliardi di dollari di bond, il numero uno del gruppo ha messo a tacere i rumor secondo cui Exxon userebbe il ricavato per fare acquisizioni.

All’indomani della rinuncia a perseguire una fusione con United Technologies, Honeywell ha confermato le guidance per il primo trimestre e per l’intero 2016, ha previsto una solida crescita delle vendite organiche nel 2017 e ha anticipato una buona performance dei profitti fino al 2018. Lo ha fatto durante la riunione annuale degli investitori a New York.

Nel settore agricolo, Monsanto ha tagliato le sue stime sugli utili mettendo il suo titolo sotto pressione.