Wall Street mista. Calo a sorpresa fiducia consumatori. Lunedì borsa New York chiusa

17 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street incerta, in vista della lunga pausa del week end. Lunedì, in occasione della festività nazionale di Martin Luther King, i mercati azionari Usa rimarranno infatti chiusi. In chiusura il Dow Jones +0,25% a 16.458,56 punti; S&P -0,37% a 1.339, Nasdaq -0,50% a 4.197,58.

Focus sui risultati di bilancio di General Eletric, Morgan Stanley e Bank of New York Mellon.

Morgan Stanley ha riportato un utile per azione di 50 centesimi, meglio dei 45 centesimi attesi dal consensus. Titolo in crescita. Da segnalare tuttavia che, anche se superiori alle stime, i profitti hanno segnato un calo -70%, per effetto degli accantonamenti da 1,2 miliardi di dollari per un contenzioso legato a titoli garantiti da mutui.

Nella serata di giovedì, American Express ha comunicato che nel quarto trimestre gli utili sono saliti a $1,31 miliardi, o $1,21 per azione, dai $637 milioni, o 56 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Escluse le spese, attivo per azione $1,25, in linea attese. Fatturato in crescita a $8,55 miliardi da $8,14 miliardi del quarto trimestre del 2012.

Altro titolo che merita attenzione nella sessione odierna è Apple, dopo che China Mobile – colosso cinese che dispone della rete maggiore di utenti al mondo – ha lanciato la vendita dei suoi iPhone.

Male le quotazioni di Intel, -4% circa, dopo che il colosso dei chip per computer ha reso noto di ritenere che il fatturato del primo trimestre si attesterà tra $12,3 miliardi e $13,3 miliardi, contro i $12,78 miliardi attesi dal consensus di Bloomberg. L’amministratore delegato ha fatto notare il calo della domanda di notebook in Asia. “Gli investitori avevano scomemesso su un aumento delle stime”, ha spiegato Stacy Rasgon, analista di Sanford C. Bernstein, che consiglia di vendere il titolo.

“Così come dimostra il caso di Intel, sta diventando sempre più chiaro che gli investitori valutano gli utili aziendali caso per caso e al momento, non c’è ancora un tema emergente dominante da un contesto in cui le attese sono state riviste già al ribasso”.

Capital One Financial in calo dopo che il bilancio ha deluso le previsioni, causa le spese più alte delle attese.

Ge in ribasso dopo che la conglomerata Usa ha riportato un utile per azione operativo in linea con le previsioni, con la crescita del margine sui profitti nelle divisioni manufatturiere – +60 punti base – che si è confermata però inferiore a +70 punti base attesi dall’ad Jeffrey Immelt. Gli utili sono comunque saliti +14%, grazie al balzo degli ordinativi per attrezzature industriali arrivati principalmente dal settore dell’aviazione.

Ups -4% dopo che lo spedizioniere internazionale ha tagliato le stime sugli utili dell’anno, attesi ora a $4,57 per azione (contro il precedente outlook di $4,65-$4,85 per azione formulato in precedenza).

Dal fronte macroeconomico, reso noto il dato relativo alla produzione industriale di dicembre, salita per il quinto mese consecutivo, con un aumento +3% dopo +1% di novembre, in linea con le attese. Male i nuovi cantieri, scesi a dicembre -9,8% a un tasso annuo di 999.000 unità. Deludente anche l’indice della fiducia dei consumatori stilato da Thomson Reuters/University of Michigan, sceso a sorpresa a 80,4 punti dagli 82,5 di dicembre, al di sotto delle attese di 83,5 punti.

Occhio alle dichiarazioni rilasciate alla vigilia dal presidente uscente della Fed, Ben Bernanke, che ha affermato che compito della banca centrale è quello di sostenere l’economia con gli stimoli di cui ha bisogno, a dispetto delle preoccupazioni secondo cui le misure di quantitative easing potrebbero essere destabilizzanti per il sistema finanziario.

Sul valutario, euro -0,16% a $1,3597; dollaro/yen +0,06% a JPY 104,40; euro/franco svizzero +0,10% a CHF 1,2333. Euro/yen -0,07% a JPY 141,98.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,49% a $94,42, il prezzo dell’oro +0,02% a quota $1.240,50 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali invariati al 2,84%.