Wall Street indietreggia dai massimi da quattro anni, fine trimestre vicino

di Redazione Wall Street Italia
27 Marzo 2012 22:05

New York – Wall Street in preda al forte nervosismo dopo la pubblicazione dell’atteso indice della fiducia dei consumatori che, nel mese di marzo, si è attestato a 70,2 , contro i 71,6 punti di febbraio.

In chiusura il Dow Jones perde -43,90 punti (-0,33%), a quota 13.197,73 punti, mentre il Nasdaq cede -2,22 punti (-0,07%), a 3.120,35. Lo S&P500 arretra -3,99 punti (-0,28%) 1.412,52 punti.

Il Conference Board, che pubblica l’indicatore, ha spiegato che la flessione moderata è da attribuirsi al fatto che, nel breve periodo, l’outlook sull’economia risulta meno favorevole. A prescindere dai commenti, comunque, è evidente come il motore dell’economia americana non viaggi ancora alle condizioni desiderate, visto che quando la congiuntura Usa cresce a un buon ritmo, la fiducia dei consumatori oscilla su valori attorno a 90 punti circa. E non è certo questo il caso.

L’indicatore si va ad aggiungere all’altro comunicato prima dell’inizio della sessione, ovvero quello relativo allo S&P/Case-Shiller, che misura la performance dei prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane. Pur in linea con le attese, con una flessione del 3,8% su base annua, l’indicatore scende per il quinto mese consecutivo e si attesta al minimo dagli inizi del 2003.

Sempre dal fronte economico, nuovo discorso del presidente della Fed, Ben Bernanke. Lunedi’ le sue parole avevano portato in forte rialzo l’azionario Usa (oggi le borse europee hanno inizialmente guadagnato proprio per questo motivo e buono è stato il trend delle asiatiche); altre reazioni delle ultime ore sono state l’indebolimento del dollaro e il rialzo dei metalli preziosi, visto che non è stata esclusa la possibilità di un QE3 e anzi, è stata indicata la disponibilità verso una politica monetaria accomodante per stimolare la ripresa e abbassare il tasso di disoccupazione del paese, che necessita di una variazione del Pil più consistente.

Indice S&P500 ai massimi dal maggio 2008 e +13% da inizio 2012. Occhio oggi alla performance mista dei bancari. Tra i titoli, Bank of America -3,32%, American Express -0,75%; JPM -0,61%, Morgan Stanley -2,13%. Molto male tra i titoli Apollo, che fa -8,47% dopo che Credit Suisse ha tagliato il rating sulla società che fornisce servizi scolastici da “outperform” a “neutral”. Il target price è stato tagliato da 60 a 40 dollari. Il titolo si aggira sui 39 dollari e al momento è il peggiore dello S&P500.

Si guarda intanto all’Europa e all’avvertimento che è stato lanciato dall’Ocse, che ha affermato che esiste il rischio di un contagio globale dalla crisi dei debiti sovrani europei.

A tal proposito, il numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha affermato che i vari governi devono continuare ad intraprendere “misure decisive”, dopo che il programma di rifinanziamento di lungo termine ha fornito al sistema sufficiente liquidità. Venerdì ci sarà un incontro importante tra i ministri delle Finanze dell’euro. La Cancelliera tedesca Merkel nella giornata di ieri ha dato segnali che potrebbe accettare un utilizzo in parallelo dei due fondi di salvataggio, dunque portando il totale a disposizione a €700 miliardi.

Ma il numero uno dell’Ocse Angel Gurria, ha chiaramente detto che l’Unione europea necessita di un muro di protezione, di un firewall, di almeno 1.000 miliardi di euro.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,3317. La moneta unica è in rialzo verso lo yen a JPY 110,78, mentre il rapporto dollaro/yen è in rialzo a JPY 83,19.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo a quota $107,33 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.684,90 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in flessione al 2,192%.