Wall Street in rosso, sell causati da confronto con Mosca

14 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street in preda a oscillazioni nervose, all’indomani del peggior calo sofferto in cinque settimane. In chiusura, il Dow Jones cala -0.27% a quota 16,066 (-43), il Nasdaq perde -0.36% a 4,245 punti (-15), lo S&P500 perde -0.29% a 1,841 (-5).

I sell hanno avuto un effetto domino sui mercati europei e asiatici.

Tassi sui Treasuries a 10 anni -0,31% al 2,64%. Lo S&P si appresta a concludere la settimana peggiore da gennaio, dopo aver chiuso al record di tutti i tempi, lo scorso 7 marzo. Su base settimanale il calo è -1,8%.

I volumi scambiati sul listino sono inferiori -15% rispetto alla media mobile degli ultimi 30 giorni. Rimane significativo il livello a quota 1.850, che lo S&P non riesce di nuovo a superare.

L’indice è in crescita +173% dal minimo in 12 anni testato nel 2009 ed è appena entrato nel sesto anno del mercato toro, che ha preso il via il 9 marzo del 2009.

Occhio all’indice della volatilità Chicago Board Options Exchange Volatility, che si è attestato oggi a 16,30 punti; l’indicatore è balzato +19% dall’inizio dell’anno.

Reso noto l’indice dei prezzi alla produzione Usa, che ha messo in evidenza il peggior calo dal luglio del 2013 della componente core, pari a -0,2% su base mensile, nel mese di marzo. Indicazioni negative dall’indice della fiducia dei consumatori, che è scivolato a marzo al minimo in quattro mesi, attestandosi a marzo a quota 79,9 punti dagli 81,6 di febbraio.

Market mover: i timori sul rallentamento economico della Cina e le tensioni geopolitiche che vedono protagoniste la Russia e la Crimea. Trepidazione per il referendum in Crimea con cui si deciderà per l’annessione o meno alla Russia.

Occhio alla decisione di Bank of America-Merrill Lynch di tagliare l’outlook sulla crescita economica della Cina, prevedendo per il 2014 un Pil +7,3%, contro il +8% atteso in precedenza. Per Société Générale una prospettiva probabile è quella di una crescita del prodotto interno lordo al di sopra del 7%.

Alert fuga di capitali dalla Russia, con Goldman Sachs che ha reso noto che dall’inizio dell’anno gli smobilizzi sono ammontati a $45 miliardi, in rialzo +60% dal primo trimestre del 2013. L’indice azionario russo MICEX è scivolato fino a -5% testando il minimo in quattro anni e mezzo, ovvero dall’ottobre del 2009.

In ambito valutario, l’euro +0,31% a $1,3911; dollaro/yen -0,38% a JPY 101,44: euro/yen -0,09% a JPY 141,08.

I commodities, i futures sul petrolio +0,85% a $98,82 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,87% a $1.382,40 l’oncia.