Wall Street in rosso, resiste il Nasdaq

24 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio positivo, Wall Street rallenta la corsa quando l’indice S&P 500 è a un soffio da .1700 punti e nel finale chiude debole. Mentre il focus resta sulle trimestrali, gli investitori mettono sulla bilancia i dati positivi arrivati oggi dal settore manifatturiero e quelli dei conti dei big americani. In chiusura il Dow segna un calo dello 0,17% a 15.542 punti, male lo S&P 500 che scende dello 0,38% a 1.686 mentre il Nasdaq resiste a +0,02%. Si e’ esaurito anche l’effetto positivo di vendite di nuove case tornati ai massimi di cinque anni. Gli investitori si preparano nel frattempo ai conti, in arrivo a mercati chiusi, di Facebook, Visa e Qualcomm.

“A questo punto, l’andamento positivo degli utili delle società non fanno che consolidare i guadagni ma non hanno più la forza per spingere gli indici più in alto” ha detto Mark Freeman di Westwood Holdings. “La verità è che il mercato ha già incorporato la maggior parte delle notizie positive”.

Ad alimentare l’ottimismo una serie di trimestrali positive, tra cui Boeing, Ford e Apple. Un’uteriore spinta è inoltre arrivata dalla pubblicazione del Pmi manifatturiero, che nel mese di luglio è salito a 53,2 punti dai 51,9 del mese precedente. Si tratta del livello più alto in quattro mesi.

Ma veniamo ai numeri. Boeing ha annunciato oggi che nel secondo trimestre del 2013 il suo utile netto è aumentato del 13% a 1,09 miliardi di dollari, pari a 1,41 dollari per azione. Escluse le voci straordinarie l’utile ha raggiunto 1,67 dollari per azione, oltre le stime del consensus che si fermavano 1,58 dollari per azione.

Per quanto riguarda Ford, la casa automobilistica ha annunciato oggi di aver aumentato nel secondo trimestre di quest’anno l’utile netto del 18,3% a 1,23 miliardi di dollari, pari a 0,30 dollari per azione. Ford ha beneficiato lo scorso trimestre della forte domanda negli USA ed in Cina. Ford ha inoltre potuto ridurre la sua perdita in Europa. I ricavi sono aumentati del 14,4% a 38,1 miliardi di dollari, oltre i 34,9 miliardi attesi dal mercato. Ford ha alzato le sue previsioni per l’intero esercizio.

Sul fronte societario, continua la saga Dell. Il fondatore e amministratore del gruppo Michael Dell in partnership con il fondo di private equity Silver Lake ha alzato l’offerta per rilevare il produttore di computer in difficoltà. Rispetto ai 13,65 dollari ad azione messi sul piatto lo scorso febbraio, la posta sale ora a 13,75 dollari. Secondo i due soggetti, si tratta della loro “proposta migliore e finale”. E cosi’ il comitato speciale del gruppo chiamato a validare le proposte arrivate sul tavolo ha rinviato per la seconda volta il voto, da oggi al due agosto prossimo. Dell ha chiesto inoltre un cambio delle regole riguardanti le procedure di voto.

Se sarà approvata dagli azionisti, la mossa metterebbe fine a una battaglia che va avanti da quasi sei mesi e che vede in campo l’a.d. Dell e l’investitore miliardario Carl Icahn, che ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote dello stesso Dell proponendo – tra cui anche un dividendo speciale – di prendere in possesso il 78% delle azioni della società a 14 dollari per azione. Il restante continuerebbe ad essere quotato.

Ieri, a mercati chiusi, Apple ha comunicato per il suo terzo trimestre fiscale utili per 6,9 miliardi di dollari, in calo del 22%, ma comunque leggermente superiori alle aspettative degli analisti.

ALTRI MERCATI – Sul valutario, euro torna sopra quota 1,32 dollari, rivedendo i massimi da un mese contro il biglietto verde. La moneta unica si e’ rafforzata fino a 1,3255 dollari, per poi assestarsi attorno a 1,3240, supportata dai segnali di ripresa dell’economia dell’Eurozona evidenziati dall’indice Pmi sull’espansione dell’attivita’ manifatturiera in Germania.

In ambito di commodities, i futures sul petrolio, che hanno chiuso a New York in rialzo, a quota 107,36 dollari al barile, oggi viaggiano in calo a 106,9 dollari. Quotazioni dell’oro stabili sui mercati asiatici dopo la volata di ieri che ha portato il metallo prezioso ai massimi dal 20 giugno sopra i 1.345 dollari l’oncia; il lingotto con consegna immediata viene ora scambiato a 1.339,8 dollari l’oncia.

I prezzi dei titoli di stato americani sono in calo per il secondo giorno di fila in vista dell’asta odierna di Treasury da 5 anni per 35 miliardi di dollari. Il rendimento dei titoli a 10 anni sale al 2,567%. Quello a tre mesi avanza allo 0,028% Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni: rendimenti in rialzo allo 0,336% Titoli a 5 anni: rendimenti in aumento all’1,363% Titoli a 30 anni: rendimenti in salita al 3,645%