Wall Street in ribasso. Strategist: “Non c’è molta fiducia in Draghi”

6 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si spegne anche a Wall Street l’entusiamo per le dichiarazioni di Mario Draghi, presidente della Bce. Draghi ha affermato che la Bce è pronta a fare altro, nel caso in cui le misure fin qui adottate non dovessero bastare.

Gli effetti sull’azionario hanno avuto una durata molto limitata. Dopo aver testato nuovi record alla vigilia, gli indici azionari Usa sono in ribasso, in attesa dell’appuntamento determinante della giornata di domani: la pubblicazione del rapporto sull’occupazione Usa di ottobre.

Draghi ha avuto maggiore presa sul mercato valutario, con l’euro scivolato subito dopo le sue dichiarazioni sul filo della soglia psicologica a $1,24. La moneta unica risale però dai minimi intraday.

Draghi “fa un buon gioco, ma non preme mai il grilletto, dunque non c’è molta fiducia in ciò che dice…è come il ragazzo che grida ‘al lupo, al lupo’ – ha commentato Donald Selkin, responsabile strategist di mercato presso National Securities – E i mercati di solito prendono una pausa dopo aver testato livelli record. Il trend sarà contrastato e gli indici oscilleranno all’interno di bande piuttosto strette in attesa della pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro di domani”.

Da segnalare che l’indice S&P 500 è salito +8,7% dal minimo in sei mesi testato lo scorso 15 ottobre.

Dal fronte economico, resa noto il rapporto sulle richieste dei sussidi di disoccupazione, che sono scese, nella settimana terminata lo scorso 1° novembre, di 10.000 al minimo in tre settimane di 278.000 unità. La media mobile delle ultime quattro settimane, un indicatore più attendibile del mercato del lavoro in quanto meno volatile, è sceso al minimo in più di 14 anni.

Ma il tonfo dei prezzi del petrolio rinnova i timori sullo stato di salute dell’economia globale, dopo il taglio delle stime dell’Opec. I futures sul petrolio -1,18% a $77,75 al barile, quotazioni oro -0,22% a $1.143,20.

Tra i titoli, Tesla ha guadagnato fino a oltre +6% in premercato, dopo che il produttore di auto elettriche ha reso noti risultati di bilancio che hanno superato le attese del consensus. L’azienda ha rivisto al ribasso le stime sulla consegna di automobili nel 2014, ma ha anche sottolineato di prevedere “molti anni” di una crescita delle vendite del 50%, sulla scia del balzo degli ordinativi.

Tonfo di Genworth Financial, -36% dopo che la società di assicurazioni ha parlato di un outlook poco confortante, comunicando una perdita record. Qualcomm -12%; la società ha reso noto che un’indagine del governo cinese avrà ripercussioni sui profitti del 2015.

Whole Foods +9,6%, dopo che la catena di negozi alimentari ha assistito a un aumento degli utili nel terzo trimestre, annunciando un aumento dei dividendi trimestrali.