Wall Street in recupero, sostenuta dai dati macro

26 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in territorio positivo per Wall Street, che ha recuperato oggi una parte del terreno perso ieri. Dow Jones ha guadagnato lo 0,84% a 13.900 punti, l’ S&P 500 lo 0,61% a 1.497 punti e il Nasdaq Composite lo 0,44% a 3.130 punti. Ad alimentare gli acquisti ci hanno pensato dati macroeconomici pubblicati oggi, che confermano lo stato in buona salute dell’economia Usa.

Intanto, oggi il presidente della Fed, Ben Bernanke, davanti alla commissione bancaria del Senato Usa, è tornato a difendere la politica di acquisto di bond della Banca centrale, sostenendo che i “benefici chiaramente superano gli eventuali rischi”. La Fed continuerà quindi il programma di acquisto di bond fino a quando non non ci sarà un significativo miglioramento del mercato del lavoro. Dopo le parole di Bernanke, il prezzo dell’oro imboccato la strada al rialzo: i future con scadenza aprile ha guadagnato al Comex l’1,8% a 1.615,50 all’oncia, registrando così la migliore seduta da inizio anno.

Buone notizie sono arrivate dal fronte macroeconomico con la diffusione della fiducia dei consumatori salita oltre attese nel mese di febbraio e il balzo, superiore alle previsioni, delle vendite delle case a gennaio. Oggi è stato tra l’altro reso noto l’ indice S&P/Case Shiller che misura la performance dei prezzi delle 20 principali aree metropolitane degli Stati Uniti e che nel mese di dicembre ha fatto decisamente meglio delle attese, salendo +6,8%. Il rialzo è stato il più forte dal 2006.

“L’azionario americano ha la possibilità di realizzare ulteriori guadagni, visto che l’economia sta attraversando una fase di miglioramento, sebbene lentamente – ha commentato in una intervista rilasciata a Wall Street Alexander O’Reilly, esperto di azionario globale e socio di River & Mercantile Asset Management, a Londra – Se la ripresa del mercato immobiliare si confermerà sostenibile, ci saranno effetti positivi sui mercati”.

Da segnalare che lo S&P 500 ha guadagnato +4,3% quest’anno. Il 75% circa delle 449 società scambiate sull’indice che hanno reso noti i propri risultati di bilancio a partire dallo scorso 8 gennaio ha superato le attese sugli utili, mentre il 64% ha battuto quelle sul fatturato. Tuttavia, proprio le preoccupazioni sul destino dell’Italia – che ha forti ripercussioni sul futuro dell’Europa – hanno portato ieri lo S&P a soffrire la perdita più forte dallo scorso novembre.

Sullo sfondo, la preoccupazione dei mercati globali per l’Italia, inclusa Wall Street, è tangibile; il voto ha decretato una situazione di ingovernabilità e, così come aveva previsto Wall STreet Italia, le strade sono ora due: o l’ipotesi di una grande coalizione o quella del ritorno al voto, scenario quest’ultimo desiderato dal vero vincitore di queste elezioni, Beppe Grillo.

Qualche analista afferma che a questo punto, per i mercati, lo scenario migliore sarebbe quello di una Grande Coalizione.

I tassi di interesse sui titoli di stato italiani a dieci anni sono intanto saliti ai massimi di tre mesi dopo che dal voto delle politiche non e’ emerso un chiaro vincitore. Lo scenario greco fa temere il peggio e potrebbe portare a un aggravarsi della crisi del debito.

“L’esito sorprendente delle urne non ha cambito solo il panorama politico italiano”, secondo quanto scritto da Hans Redeker, head of global foreign-exchange strategy di Morgan Stanley. “L’impatto del risultato elettorale si fara’ sentire in tutta Europa”. Citigroup ha definito queste politiche le prime elezioni in cui la gente “non ha fatto la cosa giusta”, ossia quello che veniva chiesto loro dall’Europa.

Ma a far parlare di sé ci sono anche i problemi americani, che portano il nome di “sequester” : il termine si riferisce alla scure di tagli automatici alla spesa, che scatteranno il primo marzo e che rischiano di tradursi in riduzioni molto forti sui salari, sui programmi sociali, sull’educazione, mettendo a rischio più di un milione di posti di lavoro.

Tra le storie societarie, occhio a Home Depot, in crescita dopo che il colosso del fai da te ha comunicato che procederà a una operazione di buyback azionario di titoli per un valore di $17 miliardi; la società ha poi reso noto un fatturato di $18,25 miliardi, superiore alle stime di Bloomberg, pari a $17,7 miliardi. Titolo +3,7%. Sale anche Apple (+1,2%) sulla scia dei rumors di un prossimo frazionamento azionario e dividendo straordinario.

In ambito valutario, l’euro rialza debolmente la testa e fa +0,24% a $1.3094; dollaro/yen +0,24% a JPY 92,01.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio -0,19% a $92,93 al barile. I rendimenti sui decennali del Tesoro Usa scambiano in rialzo di più di un punto base, all’1,884%.

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BUONE NOTIZIE DA HOME DEPOT