Wall Street in frenata

1 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Battuta d’arresto di Wall Street dopo quattro sedute positive. Alla vigilia dell’aggiornamento mensile sul mercato del lavoro che potrebbe accrescere i timori per una nuova recessione, l’indice Dow Jones ha chiuso in flessione dell’1,01% attestandosi a quota 11.495,84. Il Nasdaq ha ceduto l’1,30%, arrivando a 2.546,04.

Dopo i rialzi successivi alla pubblicazione dell’ , che si è confermato migliore delle stime, Wall Street sembra ripensarci, optando di nuovo per l’attendismo.

Certo, il dato – che misura le condizioni dell’attività manifatturiera negli Stati Uniti – ha smorzato i timori di coloro che parlavano già di una contrazione nel mese di agosto. E invece non è stato così, visto che l’indice è sì sceso, rimanendo però sopra quota 50, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori inferiori ai 50) e fase di espansione.

Tuttavia, è altrettanto chiaro che il dato ha toccato anche il minimo dal luglio del 2009; così come è evidente che gli altri indicatori diffusi in giornata non sono stati certamente brillanti.

Deludenti, giusto per fare un esempio, le , che a luglio sono scese dell’1,3%, attestandosi ai valori più bassi di gennaio.

Prima degli inizi della giornata di contrattazioni, sono state rese note anche le richieste relative ai sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata il 27 agosto, hanno segnato un calo di 12.000 unità a quota 409.000. Il dato è stato lievemente peggiore delle stime: in più, la media delle ultime quattro settimane, meno condizionata dalle componenti della volatilità, ha segnato un rialzo.

Resa nota anche la produttività, che è stata rivista al ribasso, causa la maggiore incidenza dei costi unitari del lavoro.

Intervistato da Marketwatch, Louise Cooper, analista dei mercati presso BGC Partners ha affermato che, sebbene i titoli azionari siano sicuramente convenienti, pochi sono i trader che davvero hanno fede nella sostenibilità dei recenti guadagni di Wall Street.

“L’interesse è soprattutto sul breve termine. Abbiamo sofferto un forte calo, ed è normale assistere a rally tipici di mercati orsi, ma c’è davvero troppa incertezza, ci sono troppi problemi”, come le preoccupazioni sui debiti europei ma anche degli Stati Uniti, ha detto Cooper. “Cos’è che davvero può indurre un investitore ad acquistare? Ci sono ancora scenari da incubo”.

Qualche notizia positiva, tuttavia, è mancata oggi. Tra i titoli si mette infatti in evidenza Ciena, che balza del 13%, dopo la pubblicazione dei risultati di bilancio, che hanno mostrato una diminuzione delle perdite rispetto allo scorso anno nel terzo trimestre fiscale.

In mattinata sono arrivati inoltre i risultati delle vendite al dettaglio di alcune società; l’esito è stato contrastato, ma complessivamente non negativo. Il dato complessivo ha visto le vendite al dettaglio salire in media del 4,4%, lievemente al di sotto del +4,6% atteso. E tra i gruppi del settore che hanno riportato risultati positivi, si sono segnalati Costco e il department store Macy’s, che ha assistito a un incremento delle vendite pari al 5% nel mese di agosto, sopra le attese. Il colosso ha anche affermato che il risultato sarebbe stato superiore dell’1,5% se non ci fosse stato l’impatto negativo dell’uragano Irene.

Detto questo, l’attenzione degli investitori rimane a questo punto tutta focalizzata sul dato di domani, ovvero sul rapporto sull’occupazione, che darà indicazioni più precise sulle condizioni in cui versa il mercato del lavoro Usa, e che potrà definire anche la politica monetaria della Federal Reserve.

La disoccupazione continua a rimanere una forte piaga dell’economia Usa. Intanto, si apprende che il presidente americano Barack Obama farà un discorso al Congresso per parlare di economia e presentare le sue proposte il prossimo giovedì.

Sul fronte valutario attenzione al forte dietrofront dell’euro, che nelle contrattazioni europee ha chiuso sotto quota $1,43, in calo dello 0,87%, a quota $1,4255; la moneta unica ha ceduto anche nei confronti del franco svizzero (-2,08%) a CHF 1,1357 e contro lo yen a JPY 109,6020.(-0,09%).

Sul mercato dei Treasury, i rendimenti a dieci anni segnano una flessione considerevole, riducono le perdite e scendono al 2,184%.

Sul fronte del mercato delle commodities futures sul petrolio scendono dello 0,15%, a quota $88,68. Giù anche le quotazioni dell’oro scambiate sul Comex, che scendono del 0,32%, a quota $1.825,80 l’oncia.