Wall Street in calo, ma risale da minimi nonostante JPM e timori Ue

di Redazione Wall Street Italia
13 Gennaio 2012 22:42

New York – Chiusura negativa per il mercato azionario americano, che paga i risultati deludenti pubblicati da JP Morgan relativi al quarto trimestre 2011 e che sconta anche con grande preoccupazione i problemi europei, confermati dalla raffica di downgrade da parte di S&P. LO Standard & Poor’s 500 ha interrotto così il trend rialzista durato quattro giorni.

Alla fine della giornata di contrattazioni a Wall Street, gli indici sono riusciti comunque a limitare le perdite. Il Dow Jones ha ceduto 48,96 punti (-0,39%), a quota 12.422,06 punti, mentre il Nasdaq è sceso di 14,03 punti (-0,51%), a 2.710,67. In flessione anche lo S&P 500, che è arretrato di 6,41 punti (-0,49%=, a 1.289,09 punti.

Il titolo di JPM ha chiuso in calo del 2,52%, dimezzando le perdite sofferte durante la giornata e accusate dopo la notizia della flessione degli utili del 23% nel periodo ottobre-dicembre 2011 ($3,73 miliardi) rispetto allo stesso trimestre 2010 ($4,83 miliardi). L’EPS passa così da $1,12 per azione a $0,9.

Bank of America ha perso anch’essa durante la seduta fino a -5% dopo aver annunciato la possibilita’ di chiudere alcune delle sue operazioni in Usa. Ma da inizio anno Bank of America ha guadagnato il 22%, JP Morgan e Citigroup piu’ del 10%.

A rapire l’attenzione degli operatori e’ anche quanto avviene in Europa, dove le notizie per lo piu’ positive pubblicate nella prima parte di giornata sono state spazzate via dal downgrade di S&P del rating di Tripla A sul credito francese. Altri paesi, come l’Austria e probabilmente non la Germania, sono destinati a subire una riduzione del giudizio dell’agenzia americana.

Alta tensione inevitabile sui mercati dei titoli di stato francesi, dove lo spread con la Germania è balzato fino a +11,9%, a 135 punti base. Il costo dei titoli italiani a 3 anni era momentamente sceso al di sotto del 5%, segnale incoraggiante dopo i risultati giunti nella giornata di ieri dalle aste di Spagna e Italia. Se il rapporto bid-to-cover e’ stato entusiasmante a Madrid (collocato piu’ del doppio dell’ammontare di titoli previsit), tra le emissioni di ieri e di oggi ha invece deluso la domanda per i bond italiani.

Tornando sul fronte societario, Novartis ha annunciato il taglio di circa 2.000 posti lavoro negli Stati Uniti, in seguito alla perdita del brevetto per Diovan. La società si prepara per condizioni di mercato più difficili e per un calo delle vendite di altri medicinali.

In ambito economico negli Stati Uniti, i dati sulla bilancia commerciale hanno mostrato un ampliamento del deficit. I prezzi alle importazioni sono invece calati dello 0,1%. Importante risultato sul fronte dei consumi: in gennaio c’e’ stato il quinto rialzo consecutivo della fiducia dei consumatori a cura dell’Universita’ del Michigan, attestatosi a 74 punti, sopra le stime.

Sul fronte valutario frena l’euro che nei confronti del dollaro era balzato fino al massimo in una settimana, testando quota $1,2879 durante la mattinata.

Al momento, però, l’euro sfonda al ribasso anche quota $1,27, a $1,2671. Le aspettative sulla nota di S&P hanno beneficiato soprattutto il dollaro, con il Dollar Index che è salito fino a quota 81,54.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio con scadenza a febbraio hanno registrato nel finale un trend piatto +0,03%, a quota $98,70 al barile, e in flessione del 2,8% rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni dell’oro hanno concluso la seduta in ribasso a $1.630,80 l’oncia (-0,49%). Quanto ai Treasuries, i rendimenti del decennale cedono 7,1 punti base a quota 1,85%.