Wall Street in calo, buco JP Morgan appesantisce le banche

11 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street recupera dopo i positivi dati sulla fiducia dei consumatori Usa a maggio. Lo S&P500 ha perso lo 0,34%, il Dow Jones perde lo 0,27% e il Nasdaq e’ piatto a +0,01%. JPMorgan affonda del 9,28%, nell’ultima seduta di una settimana no: a deprimere gli operatori la situazione di stallo politico in Greca e l’(vedi valori a fondo pagina) in seguito al clamoroso annuncio di JPMorgan Chase. Il maggiore gruppo finanziario Usa ha perso circa $2 miliardi su un investimento speculativo legato a titoli di credito derivati. Dallo scorso venerdi’, tutti gli indici Usa sono in rosso: il Dow Jones Industrial Average ha perso -1.7%, lo S&P 500 e’ arretrato 1.2% e il Nasdaq Composite -0.8%.

La notizia pesa sull’intero comparto finanziario: JP Morgan -9,30%, Citigroup -4,67%, Bank of America -3,25%, Goldman Sachs -4,15% e Morgan Stanley -5,32%. Il settore rappresenta il 15% dell’indice S&P500 ed e’ il secondo piu’ grande in Usa.

Gli investitori attendevano anche una serie di dati macro, tra cui il report sull’indice dei prezzi alla produzione e l’indice sulla fiducia del Michigan. In quest’ultimo caso sono stati toccati i massimi da gennaio 2008. I prezzi alla produzione negli Usa, ad aprile, sono scesi dello 0,2%. Il valore core e’ invece aumentato dello 0,2%. Il dato si mostra inferiore alle attese degli analisti che si attendevano prezzi alla produzione invariati.

Intanto dalla Cina arrivano segnali poco incoraggianti. In calo la produzione industriale, +9,3% su base annua ad aprile, rispetto all’11,9% i marzo. Il consensus parlava di un più robusto 12,2%. Su base mensile seasonally adjusted appena +0,34%.

Mancano ormai pochi giorni al listing di Facebook. L’offerta pubblica iniziale (Ipo, Initial Public Offering) del social network sarebbe già sottoscritta in eccesso. Ma gli analisti avvertono che il prezzo, e la valutazione fino a $96 miliardi, sarebbero eccessivi.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi i dati dati sull’indice dei prezzi alla produzione alle 14.30, mentre alle 15.55 indice di fiducia del Michigan.

In ambito valutario, l’euro è sceso fino al nuovo minimo degli ultimi tre mesi a $1,2905, riflettendo anche la tensione sulle imminenti aste, che vedranno protagoniste tra oggi e la prossima settimana l’Italia, la Francia e la Spagna. La valuta si appresta a concludere la seconda settimana in territorio negativo. Al momento, il rapporto euro/dollaro è ingessato con +0,02% a $1,2932, mentre contro lo yen la moneta unica azzera i guadagni e rimane piatto con -0,02% a JPY 103,28. Rapporto dollaro/yen invariato a JPY 79,86.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio riducono i cali e perdono lo 0,32% a 96,77 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in flessione dello 0,43%, a $1.588,70 l’oncia.