Wall Street, improvviso calo. Fitch: “Contagio Europa un rischio per le banche Usa”

16 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – La borsa di New York e’ andata giu’ a candela nell’ultima ora di contrattazioni, subito dopo che Fitch Ratings ha fatto sapere in una nota che ulteriori contagi dalla crisi del debito in Europa sono un rischio per le banche degli Stati Uniti, in uno scenario in cui i prezzi del petrolio, oggi sopra i $100 al barile ($101.74) potrebbero rallentare la gia’ debole crescita economica. Non si e’ mai visto il petrolio a questi livelli durante il periodo autunno/inverno. Nell’after hour i futures sul greggio hanno toccato il massimo di 5 mesi a $102.59.

Il settore piu’ colpito e’ il finanziario, con forti cali per Citigroup e Morgan Stanley (-8%), Goldman Sachs e’ calata -4.2%, J.P. Morgan Chase e Bank of America hanno perso ambedue -3.8%.

Dell e’ scesa del 3.2%, il produttore di personal computer ha annunciato di aspettarsi una crescita rallentata delle vendite per il resto dell’anno. Abercrombie & Fitch e’ crollata -14%, Rambus ha piu’ che dimezzato il suo valore, precipitando -61%, dopo aver perso una causa in tribunale contro Micron Technology (che e’ salita +23%).

Alla fine delle contrattazioni l’indice S&P 500 ha perso -1.66% a 1236.91, il Dow Jones Industrial Average e’ calato -1.58% a 11905.59 e il Nasdaq ha perso -1,73 a 2639.

“E’ la paura del’ignoto che spaventa il mercato” h adetto a Bloomberg Madelynn Matlock, a cui fa capo la gestione di $14.5 miliardi del fondo Huntington Asset Advisors di Cincinnati. “Ci possono essere piu’ esposizioni all’Europa di quanto la gente veramente pensi, anche se le banche pensano di esere coperte. Sara’ un mercato duro per un po’ – ha aggiunto la money manager – e l’aumento dei prezzi del petrolio e’ come una tassa sui consumatori”.

Il forte e improvviso calo a Wall Street e’ scattato dopo che Fitch ha fatto sapere che “mentre gli istituti di credito degli Stati Uniti hanno un’esposzione diretta gestibile verso Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna, ulteriori turbolenze in questi mercati rappresentano un serio rischio“, che potrebbe “rendere piu’ scuro” lo scenario per il sistema creditizio americano.

A pesare sulle contrattazioni e’ stato anche l’avvertimento lanciato dalla Boe (Bank of England) tramiote il Governatore Mervyn King: possibili impatti negativi per l’economia mondiale potrebbero derivare dal fallimento delle misure intraprese dalle autorità europee per contenere la crisi del debito sovrano.

UniCredit chiederà alla Bce di allargare la possibilità dei collaterali che possono essere offerti per ottenere finanziamenti, secondo quanto riporta Reuters, citando una fonte vicina alla più grande banca italiana.

Tra i singoli titoli quotati a Wall Street, Dell in calo dopo che il terzo più grande produttore di Personal Computer ha annunciato vendite inferiori alle attese degli analisti. In rialzo Rim (la società produttrice di BlackBerry), dopo che Goldman ha portato il suo giudizio da “sell” a “neutral”.

Fuori dai listini principali, salta all’occhio il tonfo di Chemed. Un ex manager della divisione del gruppo Vitas Healthcare ha accusato la catena di case di cura di aver defraudato il governo federale. Come? Mettendo in piedi una cospirazione con le compagnie assicuratrici per accogliere nei suoi ospizi pazienti Medicare che non erano in punto di morte. I sospetti su Vitas, il maggiore provider di case di cura in Usa, sono iniziati dopo che i pazienti dei suoi centi sono raddoppiati a quota 1,1 milioni negli ultimi dieci anni.

Dal fronte economico, una lunga serie di dati di rilievo negli Stati Uniti. Dopo i prezzi al consumo, calati dello 0,1% in ottobre, contro previsioni per un risultato invariato, e’ stata la volta della produzione industriale. Nel mese di ottobre il dato e’ salito dello 0,7%, una cifra migliore delle previsioni degli economisti (+0,4%). Rivisto al ribasso, tuttavia, il dato di settembre da +0,2% a -0,1%. Alle 16.30 saranno annunciate le cifre sulle scorte di petrolio settimanali.

Sul fronte del mercato valutario, l’Euro perde ulteriore terreno nei confronti del dollaro, attestandosi alla chiusura di Wall Street a $1,3452. La valuta si era attestata nelle ultime ore sui minimi delle ultime cinque settimane. La moneta unica rimane piatta nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2396, mentre contro lo yen riduce i cali a -0,28%, a JPY 104,01.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio si assiste a un rally superiore del 2%, a $101,38 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dell’1,32%, a $1.758,70.