WALL STREET: FUTURE IN FORTE RIALZO SU PIL

27 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa mezz’ora dall’apertura delle contrattazioni a New York, i future sugli indici continuano la corsa verso l’alto.

Sostenuta la crescita del contratto sul Nasdaq che e’ arrivato alla soglia ‘limit up’, un livello per il quale vengono limitati gli scambi sul future con l’obiettivo di prevenire l’eccesso di rialzo.

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Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P 500 e’ in salita di 12,50 punti (+1,01%).

Il contratto sull’indice Nasdaq e’ in ascesa di 42 punti (+2,37%).

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in rialzo di 98 punti (+0,91%).

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni, fa registrare prezzi a $981,3 e rendimenti al 5,25%.

L’entusiasmo a Wall Street si e’ riacceso dopo la diffusione del dato relativo al prodotto interno USA, giunto nel primo trimestre del 2%, al di sopra delle attese.

Nonostante la sorpresa positiva nella crescita del PIL americano, gli analisti della banca d’affari Goldman Sachs rimangono convinti che ulteriori tagli dei tassi saranno approvati dalla Fed e si attendono un riduzione del costo del denaro fino a 50 punti base in occasione del meeting del 15 maggio prossimo.

Il dibattito questa mattina sembra essersi spostato dagli utili aziendali alle prossime manovre della Federal Reserve in materia di politica monetaria.

La questione era ricomparsa giovedi’ dopo i commenti di Robert Parry, presidente della Federal Reserve di San Francisco e membro del Federal Open Market Committee (FOMC).

Parry, in un suo intervento presso la sede di Santa Barbara della University of California, ha detto che l’economia americana non si trova in fase di recessione, anche se potrebbe rallentare ulteriormente.

Pessimista sullo stato dell’economia e’ apparso invece questa mattina Wayne Angel, ex governatore della Fed e ora capo economista presso la banca d’affari Bear Sterns. Angel, in un’intervista concessa alla rete televisiva CNBC si e’ detto in favore di un nuovo taglio dei tassi di 200 punti base entro l’anno.

“Ci troviamo in un periodo di recessione – ha sostenuto l’economista – Quello che dico da molto tempo ormai e’ che la banca centrale USA deve agire il prima possibile sui tassi d’interesse per poi poterli nuovamente alzare senza problemi inflazionistici”.