Wall Street: forte calo per Cina e Ucraina

13 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street ha chiuso in deciso ribasso dopo una partenza positiva grazie a dati macroeconomici, sul fronte dei consumi e dell’occupazionem migliori delle attese degli analisti. Continua a pesare dunque l’incertezza sul piano internazionale, da una parte per via delle tensioni militari in Ucraina con una guerra sul campo con la Russia da non escludere mentre, sul piano economico, gli investitori sono fortemente preoccupati del drastico rallentamento dell’economia cinese.

A fine seduta, il Dow Jones ha perso l’1,41% a 16.109 punti, il Nasdaq è sceso dell’1,5% a 4.620 punti e lo S&P 500 è calato dell’1,17% mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’,19% a 1.846 punti. Il petrolio ha chiuso in aumento: il contratto ad aprile e’ salito di 21 centesimi a 98,20 dollari il barile. I titoli di Stato hanno chiuso in positivo con rendimenti in perdita al 2,65% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,59% per il titolo trentennale. Tra le valute, l’euro cala a 1,3861 dollari mentre il biglietto verde perde terreno sullo yen a 101,67.

Dopo una serie di sedute incerte a causa di un’agenda macroeconomica scarna, gli investitori americani oggi tornano a concentrarsi sull’economia domestica e per una volta ignorare i deludenti dati arrivati dalla Cina: la produzione industriale tra gennaio e febbraio è stata la più debole dall’agosto 2009 e anche le vendite retail non sono cresciute come da attese. Il premier Li Keqiang ha inoltre avvertito: non sono esclusi altri default dopo quello di venerdì scorso di Chaori Solar, piccola produttrice di pannelli solari che non ha saputo onorare i propri impegni sui bond emessi. Pechino farà però di tutto per garantire che il sistema finanziario non venga intaccato.

Buone notizie sono arrivate oggi dal fronte macro. Sotto i riflettori soprattutto il dato sui consumi del mese di febbraio, risultati superiori alle attese. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento del commercio Usa, il mese scorso le vendite al dettaglio sono salite dello 0,3% rispetto a gennaio (quando erano calate dello 0,4%). Il dato è superiore al consensus degli esperti, che stimavano una crescita dello 0,2%. Sorprendono in positivo anche i sussidi di disoccupazione, le richieste settimanali sono inaspettatamente calate di 9mila unità, nell’ultima settimana terminata l’8 marzo, attestandosi a 315mila unità. I dati sono stati diffusi dal Dipartimento del Lavoro. La settimana prima le richieste sono state riviste in lieve rialzo a 324mila unità. Gli analisti avevano pronosticato un peggioramento a 329mila richieste.

Secondo alcuni analisti, i dati sulle vendite al dettaglio indicano che l’economia inizia a riprendersi dopo un inizio d’anno debole in parte dovuto alle condizioni climatiche particolarmente rigide. Allo stesso modo, i dati sui sussidi fanno pensare ad un progressivo miglioramento del mercato del lavoro.

Sempre nel mese di febbraio, i prezzi delle importazioni sono aumentati dello 0,9% mensile, battendo le attese degli analisti, che avevano stimato un +0,4%. Si tratta del maggior incremento dall’agosto 2012. Su base annua i prezzi sono scesi dell’1,1%. L’incremento mensile di febbraio è dovuto in larga misura al +5,1% fatto segnare dai prezzi dei carburanti. I prezzi delle importazioni diverse dai carburanti sono scesi dello 0,2%.

All’inizio della seduta, i prezzi dei Treasury tornano a calare sulla scia del calo sui minimi di tre mesi delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (a quota 315.000 contro attese per 330.000) e della ripresa – la prima in tre mesi – delle vendite al dettaglio a febbraio (+0,3% contro stime per +0,2%). I prezzi alle importazioni il mese scorso sono cresciuti dello 0,9% complice soprattutto il costo dei carburanti. Il decennale vede rendimenti crescere di due punti base al 2,746%. Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimento in rialzo allo 0,358% Titoli a 5 anni, rendimento in ribasso all’1,607% Titoli a 30 anni, rendimento in crescita al 3,669%.

A livello societario, Amazon ha alzato il prezzo del servizio Prime, che fornisce consegne illimitate in due giorni e visione in streaming di film e serie tv. Il prezzo sale a 99 da dollari all’anno. L’incremento è di 20 dollari inferiore a quanto il colosso del commercio elettronico aveva anticipato. Corre Williams-Sonoma (+9%): il rivenditore di mobili ha centrato le attese degli analisti con i suoi conti trimestrali. NetApp ha detto che sta rivedendo il suo business inclusa la riduzione di 600 posti di lavoro, in risposta al calo delle spese in information technology.