Wall Street: febbraio inizia bene grazie a dati manifattura

1 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo una buona chiusura in gennaio, anche il nuovo mese prende il via all’insegna degli acquisti. I guadagni, che nel preborsa si erano leggermente ridimensionati in risposta alla pubblicazione del report sull’occupazione nel settore privato, sono tornati a farsi consistenti grazie ai dati sull’attività manifatturiera globale.

In chiusura il paniere delle blue chip Dow Jones avanza di 83,55 punti (+0,66%) a 12.716.46, il Nasdaq di 34,43 punti (+1,22%) a 2.848,27, mentre l’S&P500 di 11,68 punti (+0,89%) a 1.324,09.

Il dollaro continua a cedere quota, ma l’euro rimane comunque sotto $1,32, nella parte alta di $1,31.

Importantissime per il sentiment generale sono state le rilevazioni globali sull’attività manifatturiera. Negli Stati Uniti ha confermato il momento di ripresa della più grande economia al mondo. In crescita, il dato raggiunge i massimi da giugno. In precedenza la Germania aveva registrato la prima crescita da quattro mesi.

In mattinata era stata anche la Cina ha riportare un miglioramento dell’indice Pmi, cresciuto a 50,5 a gennaio, rispetto a 50,3 a dicembre. Il dato aveva però spinto l’azionario asiatico in calo, poiché ha allontanato la possibilità di nuovi stimoli a supporto della crescita.

Il Primo ministro della Grecia, Lucas Papademos, conferma la volontà di raggiungere un accordo sullo swap del debito con i creditori entro la fine di questa settimana. Conferma inoltre che cercherà di accontentare le richieste tedesche di ulteriori tagli nei bilanci.

Tra singoli titoli spiccano Exxon Mobil (-0,5%) e Amazon. Da parte sua, rispetto alla concorrente diretta, Chevron scambia in linea con il mercato generale, beneficiando del persistente buon andamento del valore del petrolio. In denaro Ford, che ha registrato un rialzo del 7,3% delle vendite di veicoli nel mese di gennaio. I dati sono di poco inferiori alle attese.

Riflettori su Amazon, con il titolo che ha ceduto il 7,7% a $179,46, dopo l’avvertimento della possibilità di registrare perdite operative nel primo trimestre del 2012, dopo minori utili nel quarto trimestre 2011. Le offerte gratuite garantite agli utenti premier ha portato a un incremento dei costi di spedizione e di conseguenza della voce spese del gruppo.

Al termine degli scambi Facebook annuncia di aver presentato i documenti necessari alle autorità per l’Ipo da $5 miliardi, che potrebbe portare a valutare la società tra $75-$100 miliardi. Morgan Stanley e altri quattro grandi istituti si occuperanno del collocamento, stando a quanto riporta l’International Financing Review.

Sul fronte valutario, l’euro accelera al rialzo e arriva a $1,3160. Non sembra arrestarsi l’apprezzamento della divisa giapponese sul dollaro, con il rapporto che ormai sembra pronto a superare al ribasso anche quota 76 yen.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono a quota $97,61 al barile, mentre le quotazioni dell’oro
scambiano a $1.749,50 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,831%.