Wall Street: Dow segna 35esimo record da inizio anno

11 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio debole, Wall Street recupera le perdite e chiude con il Dow Jones che segna un nuovo record, il trentacinquesimo da inizio anno. Oggi negli Stati Uniti si celebra il Veterans Day e quindi gli uffici pubblici sono chiusi e nessun dato macroeconomico è stato pubblicato. Il mercato obbligazionario inoltre è stato fermo.

A fine seduta il Dow segna un rialzo dello 0,13% a 15.783 punti, il Nasdaq fa +0,02% a 3.920 punti mentre lo S&P 500 cresce dello 0,08% a 1.772 punti.

Il petrolio ha chiuso la seduta in aumento: il contratto con scadenza a dicembre e’ salito dello 0,6% a 95,14 dollari il barile.

La scorsa settimana, il Dow Jones è salito per la quinta settimana consecutiva con un progresso dell’1,1%. In crescita anche lo S&P 500, che lo scorso venerdì ha terminato la seduta a 1.770,61, due punti in meno rispetto al record assoluto di chiusura, testato lo scorso martedì.

Sullo sfondo, nonostante il tono positivo, aumentano i timori di un tapering più vicino delle attese da parte della Fed, dopo i buoni dati arrivati la scorsa settimana dal fronte economico Usa, relativi al Pil del terzo trimestre e all’occupazione.

Focus poi in modo particolare al modello di Citi sul Modello del Panico/Euforia, che mette in evidenza come i mercati non siano mai stati così euforici dal 2008. Ciò implica che esiste una probabilità dell’80% di un calo dei mercati nei prossimi 12 mesi.

Un altro studio sottolinea che Wall Street sarebbe sopravvalutata di almeno il 40% e come dunque alto sia il rischio di un crash. Leggi anche Tassi Usa a zero per tre anni. Poi crash nel 2017.

Tra le notizie societarie, spicca quella che vede protagonista Facebook, dopo la decisione della società di venture capital di Marc Andreessen, memnbro del CdA, di cedere un terzo della quota di partecipazione che detiene nel social network numero uno al mondo.

I riflettori continueranno a essere puntati su Twitter, dopo il boom del suo sbarco in borsa. Oggi il sito del microblogging ha guadagno il 3% a 42,90 dollari in recupero rispetto a venerdì e sopra i 26 dollari per azione del giorno del debutto.

A livello societario, sotto i riflettori ViroPharma. Il gruppo specializzato nel trattamento di malattie rara verrà acquisito dalla londinese per 50 dollari ad azione, il 27% sopra la chiusura del titolo di venerdì. Sempre nel settore farmaceutico, Eli Lilly è stata bocciata da Goldman Sachs, che ha portato il giudizio a “sell”, vendere, da “neutral”, neutrale. Transocean (+2,84%) ha raggiunto un accordo con l’investitore attivista Carl Icahn in base al quale la società di servizi petroliferi verserà un dividendo e ridurrà il numero dei membri del cda. Tra i social media, il direttore della società di venture capital Andreessen Horowitz ha venduto circa un terzo della sua quota in Facebook. Il gruppo detiene ancora quasi 4,6 milioni di titoli del social network.

Sugli altri mercati, focus sulla performance del Bitcoin, che ha perso un quarto del suo valore ma che sarebbe destinato a incamerare un guadagno fino a +5.000%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, focus sull’euro dopo il taglio dei tassi a sorpresa operato la scorsa settimana dalla Bce. La moneta unica fa +0,15% a $1,3390; dollaro/yen +0,11% a JPY 99,17; euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2327; euro/yen +0,27% a JPY 132,81.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,49% a $94,14 al barile, quotazioni oro -0,16% a $1.282,60.

Il mercato obbligazionario americano resta oggi chiuso per il Veterans Day, lasciando il rendimento del Treasury decennale vicino al massimo di un mese (2,75%). La giornata di giovedì potrebbe determinare la direzione dei titoli di stato con l’attuale vicepresidente della Federal Reserve attesa al Senato. Janet Yellen dovrà infatti superare le domande dei membri del Comitato bancario per confermare la sua nomina a governatore della banca centrale americana. Dopo che venerdì scorso e’ stato pubblicato il rapporto dell’occupazione di ottobre, decisamente migliore delle attese, il focus sarà a qualsiasi riferimento al “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la Fed acquista Treasury e bond ipotecari al passo di 85 miliardi di dollari al mese.