Wall Street debole. “Fed staccherà spina a ottobre”

20 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street debole, in una sessione che potrebbe essere particolarmente volatile per il giorno delle “quattro streghe”, ovvero per la scadenza di diversi futures e opzioni. La confusione sulle prossime mosse della Fed si acuisce con il discorso di James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, che ha affermato che i dati del prossimo mese potrebbero portare il Fomc – il braccio politico della Federal Reserve – a lanciare il tapering: precisamente, nel meeting del 29-30 ottobre. Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones è piatto a 15.629,50 punti; il Nasdaq sale +0,14% a 3.794,82, lo S&P +0,14% a 1.724,80.

L’euforia Fed si è decisamente smorzata, come hanno dimostrato gli indici di Wall Street alla vigilia.

L’unica cosa certa al momento è la situazione di incertezza in cui il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha lasciato i mercati. Credit Agricole non risparmia aspre critiche verso la Banca centrale americana, affermando che il “no-tapering”, ovvero la decisione di non ridurre gli acquisti di Treasuries e bond legati ai mutui per un valore di $85 miliardi al mese, ha lasciato i mercati scioccati, oltre ad avere avuto conseguenze decisamente negative sulla credibilità dell’istituto.

Indicative le dichiarazioni di Warren Buffett, che afferma che la Fed è l’hedge fund più grande della storia; l’oracolo di Omaha spiega la sua dichiarazione facendo riferimento alla capacità della Banca centrale di beneficiare dei suoi acquisti di bond, accumulando allo stesso tempo un bilancio monstre che ha un valore superiore a $3.000 miliardi.

In un intervento alla Georgetown University di Washington, dove si è rivolto agli studenti, Buffett ha detto che la Fed genera “probabilmente tra gli $80 e i $90 miliardi l’anno”.

L’attenzione degli investitori si rivolge anche verso l’allarme debito negli Stati Uniti. E’ urgente infatti che i repubblicani e i democratici del Congresso raggiungano un compromesso e alzino il prima possibile il tetto sul debito, per evitare il default. “Sarà questo il vero problema che l’economia americana e dunque la borsa dovranno affrontare da metà ottobre” ha commentato Mark Zandi, capo economista di Moody’s in un’intervista alla Cnbc. Il rischio di un sell off sull’azionario globale è molto alto.

Sugli altri mercati, in ambito valutario, euro -0,03% a $1,3525; dollaro/yen +0,09% a JPY 99,50; euro/franco svizzero +0,01% a CHF 1,2318. Euro/yen +0,07% a JPY 134,61.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio -0,23% a 106,15 dollari al barile; quotazioni oro -1,29% a $1.351,80.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali tornano a scendere, con -0,39% al 2,74%.