WALL STREET: CHIUSURA MISTA DOPO RIALZO TASSI

2 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato borsistico ha chiuso la sessione misto, con l’indice Dopw Jones in lieve ribasso ma con il Nasdaq in territorio positivo grazie alla fame di titoli tecnologici, dopo che la riunione della Fed a Washington si e’ conclusa con l’annuncio sui tassi che Wall Street si aspettava: +0,25%.

Alla chiusura della sessione di mercoledi’ l’indice Dow Jones dei principali 30 titoli al NYSE si trovava in ribasso dello 0,34%, mentre l’indice Standard & Poor’s dei 500 pirncipali titoli era piatto (-0,01%). L’indice Nasdaq dei titoli tecnologici ha invece chiuso la giornata in rialzo del 0,54%.

In generale, le principali borse Usa hanno retto senza scossoni alla notizia dell’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti.

La reazione molto mitigata di Wall Street dimostra che o la Banca Centrale sta perdendo il controllo della politica monetaria, come ha detto paradossalmente qualche trader sul floor del NYSE, o davvero la Nuova Economia non puo’ essere giudicata con i vecchi parametri.

Infatti il mercato azionario in tutte le sue componenti non solo non ha fatto una piega subito dopo la notizia del rialzo dei tassi deciso dalla Fed (qualche segno di volatilita’ c’e’ stato solo al momento dell’annuncio del Federal Open Market Committee); ma addirittura ha registrato un lieve rialzo, prima di ritornare a un livello piatto, nonostante sia chiaro che ulteriori rialzi dei tassi di interesse seguiranno.

(VEDERE VARIAZIONI IN TEMPO REALE INDICI DOW JONES, S&P 500 E NASDAQ IN PRIMA PAGINA)

L’elemento decisivo della giornata odierna (e’ cio’ che ha consentito a qualcuno di parlare di ”irrilevanza” della Fed) e’ il forte rialzo dei prezzi per il T-Bond a 30 anni e – di conseguenza – il netto decremento dei tassi, che si muovono in direzione inversa ai prezzi (vedere articolo WSI, FORTE AUMENTO DEI PREZZI SUL MERCATO OBBLIGAZIONARIO).

Durante la mattinata infatti gli investitori si sono gettati all’acquisto dei titoli del Tesoro Usa dopo che il governo ha annunciato che, nel giro di due mesi, comincera’ a ricomprarsi parte dei bonds in circolazione.

Questo continua in sostanza ad essere oggi l’unico elemento che influenza il mercato. Poiche’ il rendimento del titolo del Tesoro Usa a 30 anni e’ sceso al 6,33%, rispetto al 6,60 di pochi giorni fa, gli operatori si trovano nella paradossale situazione di un mercato finanziario in cui la banca centrale Usa ha appena ritoccato al rialzo la politica monetaria, mentre i tassi di mercato scendono.

E’ probabile che nei giorni scorsi i cali di prezzo (e quindi la crescita dei rendimenti) siano stati eccessivi; e’ come se il mercato avesse tentato di verificare come avrebbe reagito di fronte a un’ipotetica stretta dello 0,50%.

Resta il fatto che Alan Greenspan ha saputo far passare – tra gli altri governatori della Fed – la sua politica ”gradualistica”; cio’ significa, secondo la maggior parte degli analisti, che alla luce di continue pressioni inflazionistiche – la banca centrale Usa le considera la maggior preoccupazione per il futuro – i tassi a breve saranno alzati ulteriormente nei prossimi mesi. Anzi il prossimo aumento dello 0,25% ci potrebbe essere il 21 marzo. Questo si tradurrebbe in ulteriori oneri per le aziende americane, il che rallenterebbe la crescita degli utili e la performance delle azioni a Wall Street. Quel che i trader piu’ accorti – non i ”momentum” trader – definiscono un ”ambiente ostile”.

Quel che e’ chiaro e’ che pochi sono ancora convinti che i rialzi dei tassi sono finiti.

Cosi’, nel breve termine, ogni tentativo di forte rialzo sui mercati di borsa corre il rischio di essere smorzato dal timore della prossima stretta monetaria.

Cartina tornasole dell’umore del mercato sara’, venerdi’, la diffusione dei dati Usa sull’occupazione in gennaio. Cifre piu’ forti del previsto avranno un effetto negativo non solo sulla borsa, ma anche sul mercato dei tassi a reddito fisso.

Ma ecco la lista dei primi 10 titoli trattati al New York Stock Exchange (dati delle 15:20) con i rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure digitando il simbolo dei singoli titoli su QUOTAZIONI INTERATTIVE):

(AOL) America Online, Inc. 30,754,800 59.813 +4.563 +8.26%;

(CPQ) Compaq Computer Corporation 17,568,400 27.688 -0.813 -2.85%;

(LU) Lucent Technologies Inc. 12,668,400 55.313 -0.438 -0.78%;

(MO) Philip Morris Companies Inc. 11,665,300 20.750 -0.250 -1.19%;

(Q) Qwest Communications International Inc. 9,874,300 42.750 +0.875 +2.09%;

(TYC) Tyco International Ltd. 9,860,400 40.813 -0.875 -2.10%;

(NT) Nortel Networks Corporation 8,445,000 102.875 +9.500 +10.17%;

(TWX) Time Warner Inc. 7,958,300 84.563 +6.625 +8.50%;

(C) Citigroup Inc. 7,787,500 57.500 -0.750 -1.29%;

(DIS) Walt Disney Company 7,799,900 37.813 +1.813 +5.03%.

Ed ecco la lista dei primi 10 titoli trattati al Nasdaq (dati delle 15:20) con i rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure digitando il simbolo dei singoli titoli su QUOTAZIONI INTERATTIVE):

(CSCO) Cisco Systems, Inc. 29,863,400 116.063 -1.750 -1.49%;

(ORCL) Oracle Corporation 26,240,500 55.031 +1.031 +1.91%;

(QCOM) QUALCOMM Incorporated 24,636,500 144.625 +8.563 +6.29%;

(INTC) Intel Corporation 21,597,700 101.625 +0.188 +0.18%;

(DELL) Dell Computer Corporation 21,101,800 38.625 -0.313 -0.80%;

(MSFT) Microsoft Corporation 20,523,400 103.500 +0.563 +0.55%;

(EGRP) E*TRADE Group, Inc. 19,680,600 20.313 +0.375 +1.88%;

(WCOM) MCI WorldCom, Inc. 16,701,200 44.875 -0.563 -1.24%;

(INSO) Inso Corporation 14,263,800 14.625 -20.625 -58.51%;

(SITE) SpectraSite Holdings, Inc. 12,434,800 20.000 +1.563 +8.47%.

(articolo in aggiornamento)