Wall Street chiude in rosso, preoccupa stato economia

4 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiude in rosso la seduta odierna di Wall Street. Pesano una serie di dati macro deboli, in vista del rapporto sull’occupazione di venerdì che potrebbe condizionare le scelte di politica monetaria della Federal Reserve.

A questo proposito oggi Charles Evans, membro votante del direttivo di politica monetaria della banca centrale Usa, ha chiesto di rimandare la stretta a metà dell’anno prossimo per via delle pressioni al ribasso sull’inflazione.

Nel finale, il DJ segna un calo dello 0,58% a 18.096 punti. Segno meno anche per lo S&P che lascia sul terreno lo 0,42% a 2.099 punti e il Nasdaq in discesa dello 0,26% a 4.967 punti.

Dal Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell’economia americana che la Federal Reserve pubblica ogni sei settimane, emerge che tra gennaio e metà febbraio l’economia statunitense ha registrato “un’espansione moderata”. Dalle relazioni dei dodici distretti della Fed, si legge, emerge che “l’attività economica ha continuato ad espandersi nella maggior parte delle regioni e dei settori tra inizio gennaio e metà febbraio”. In particolare, sei distretti hanno registrato una “crescita moderata”. I livelli occupazionali, si legge ancora, “sono rimasti stabili o hanno continuato a crescere nella maggior parte dei distretti”.

Sempre nel Beige Book si legge inoltre che alcune aziende manifatturiere negli Stati Uniti citano il dollaro forte come fonte di preoccupazione e come principale vento contrario per le loro attività e per il loro export.

Inoltre, stando all’agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing (Adp), a febbraio sono stati creati 212.000 posti di lavoro, meno dei 215.000 attesi dagli analisti e sotto i 213.000 di gennaio. Tuttavia c’é chi fa notare che il settore privato continua a vedere buste paga crescere sopra le 200.000 unità al mese. Se tale passo verrà mantenuto, è l’impressione, l’economia tornerà alla piena occupazione entro la metà del 2016. Venerdì quando il rapporto del lavoro di febbraio verrà diffuso dal governo americano, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere rispetto a gennaio dello 0,1% al 5,6%.

Intanto anche in America si aspetta la riunione di domani della Banca centrale europea e da cui potrebbe emergere la tempistica esatta dell’inizio del piano di allentamento monetario.

Sul fronte macro Usa, l’indice Pmi servizi negli Stati Uniti, nel mese di febbraio, è salito a 57,1 punti dai 54,2 punti di gennaio. Per il dato pubblicato a cura di Markit si tratta della lettura più alta dall’ottobre 2014. Da ricordare che una indicazione sopra i 50 punti evidenzia una espansione. Attesa per il Beige Book della Federal Reserve.

Tra le notizie societarie di maggior rilievo, quella secondo cui Berkshire Hathaway di Warren Buffett starebbe pianificando di vendere i suoi primi bond in euro, considerata l’appetibilità di costi di finanziamento ai minimi storici. Stando a una fonte anonima, in qualità di advisor agirebbero Bank of America Corp., Deutsche Bank AG, Goldman Sachs Group Inc. and Wells Fargo & Co.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio chiudono a New York in rialzo sopra i 51 dollari. Il Light Sweet Crude Oil, infatti, ha chiuso a 51,53 dollari al barile: 1,01 dollari in più (+2%), rispetto all’apertura.L’oro cede lo 0,38% a 1199,19 dollari l’oncia. L’argento fa -0,6% a 16,18 dollari.

Sul valutario, il dollaro attende il rapporto mensile sull’occupazione prima di prendere direzioni più preise. L’euro cede lo 0,89% a 1,1076 dollari. Il cambio dollaro yen vale 119,72 (-0,01%) mentre la moneta unica retrocede dello 0,68% sul franco svizzero a 1,0669.

(Na-Mt)