Wall Street chiude in rosso, paura stretta Fed

6 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiude in negativo Wall Street, dopo la diffusione dei dati sull’ occupazione di febbraio. Gli Stati Uniti hanno creato 295 mila posti di lavoro in febbraio con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,5%, ai minimi di sei anni.

Nel finale: il Dow -1,54% a 17.857 punti, S&P 500 – 1,43% a 2.071 punti, Nasdaq -1,12% a 4.927 punti.

Gli investitori scommettono che, in virtù dei miglioramento oltre le attese del mercato del lavoro Usa, la Fed acceleri sul percorso di rialzo dei tassi. Torna tra gli operatori l’idea che il primo rialzo giù a giugno. C’è tuttavia che la pensa diversamente. Come John Canally di LPL Financial, secondo cui il mercato è preoccupato del livello dei salari, cresciuto meno delle attese solo del +0,1% mensile.

I future sui fed funds, usati per piazzare scommesse sulla politica della Fed, mostrano una probabilita’ del 21% per un rialzo dei tassi a giugno contro il 16% di ieri. Per una stretta a settembre, la probabilita’ e’ ora al 61% dal 51% di ieri. A giudicare da questi contratti e’ dunque settembre il momento cruciale.

E’ sell-off sui Treasury dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione: il decennale ha visto i rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – balzare ai massimi del 2 gennaio scorso. Ora si trova al 2,1809% dal 2,11% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0152%. Il biglietto verde sale ai massimi di tre mesi sulla divisa giapponese, attestandosi a 120,66 yen. L’euro torna a scendere aggiornando i minimi di 12 anni sul dollaro.

Sempre sul fronte macro, il deficit commerciale americano si e’ collocato a 41,75 miliardi di dollari, da 45,60 miliardi a dicembre. Questo ultimo dato e’ stato rivisto dai precedenti 46,56 miliardi. Lo comunica il dipartimento del Commercio Usa. Gli analisti avevano previsto un disavanzo pari a 41 miliardi in media a gennaio.

Sotto i riflettori del mercato, Apple che sale in vista dell’ingresso nel Dow Jones al posto di AT&T.

Fari anche sui titoli bancari, dopo che ieri i risultati degli stress test della Fed hanno evidenziato una promozione per tutti i 31 istituti scrutinati ma big del calibro di Jp Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley sono state tra le cinque con le pagelle peggiori.

Staples ha annunciato vendite del quarto trimestre inferiori alle attese a causa del dollaro forte e della debole domanda di computer e accessori. La società ha anche dichiarato che le vendite del trimestre corrente saranno inferiori a quelle di un anno prima.

Calithera Biosciences è balzata del 41% nel dopo borsa di ieri dopo aver ottenuto l’esclusiva mondiale sui diritti per lo sviluppo e la commercializzazione di un pacchetto di trattamento contro il cancro insieme alla non quotata TransTech Pharma.

Gap ha annunciato un calo delle vendite a febbraio del 4% a 918 milioni di dollari e ha ceduto nel dopo borsa il 2,1%.

Sul valutario, prosegue il forte calo dell’euro dopo il dato sulla disoccupazione Usa: l’euro perde nel giro di qualche minuto una figura nei confronti del dollaro e scende sotto 1,09 dollari, a 1,0871. Si tratta del minimo da settembre 2003. La scommessa degli operatori e’ che, in virtu’ dei miglioramento oltre le attese del mercato del lavoro Usa, la Fed acceleri sul percorso di rialzo dei tassi allargando la forbice del costo del denaro rispetto all’Europa, dove invece sta per partire il Quantitative Easing, della Bce

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa hanno chiuso la seduta in calo di 1,15 dollari, il 2,3%, a quota 49,61 dollari al barile. Oro -0,01% a $1.196,10.