Wall Street chiude in netto calo, Dow Jones ai minimi di un mese

23 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiude all’insegna del pessimismo la seduta odierna di Wall Street. I timori per un rallentamento dell’economia cinese, dopo il dato deludente sull’attivita’ manifatturiera nel paese, si sono sommati oggi ad una stagione di trimestrali americane che non riesce a entusiasmare. Nel finale, il Dow Jones cede l’1,08% a 16.197 punti, il Nasdaq arretra dello 0,75% a 4.219 punti e lo S&P 500 cala dell’0,91% a 1.828 punti. Il petrolio ha finito la seduta in rialzo: i future a marzo hanno aggiunto 59 centesimi, lo 0,6%, a 97,32 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano positivi con rendimenti in calo al 2,77% per il titolo decennale e al 3,68% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3691 dollari mentre il biglietto verde perde terreno a 103,20 yen.

Si parte dalla Cina con l’indice Pmi sul settore manifatturiero cinese di gennaio, sceso a 49,6 (dal 50,5 di dicembre), per la prima volta da sette mesi al di sotto della soglia chiave di 50 punti a segnale di contrazione. Lo rileva la stima flash a cura di Hsbc, che mostra una particolare debolezza della voce nuovi ordini nella seconda economia mondiale.

Indicazioni in chiaroscuro sul fronte macro sono arrivate anche dagli Usa. Secondo quanto annunciato dal Dipartimento di Lavoro, le richieste di sussidio alla disoccupazione sono aumentate di mille unità a 326mila unità, nella settimana terminata lo scorso 18 gennaio. Il dato è migliore delle attese degli economisti, che avevano messo in conto 330mila richieste complessive. La media a quattro settimane si è attestata a 331.500 unità, calando di 3.750 unità. Si tratta di dati che – come fanno notare alcuni analisti – per quanto positivi, lasciano la media vicina ai minimi post-recessione.

Dopo tre mesi consecutivi di cali, le vendite di case esistenti a dicembre sono salite dell’1% rispetto al mese prima raggiungendo un tasso annuale pari a 4,87 milioni di unità. Il dato, pubblicato dalla National Association of Realtors, è inferiore alle stime degli analisti che si aspettavano quota 4,93 milioni di case

Indicazioni poco ottimiste sono invece arrivate dall’indice delle attività nazionali pubblicato dalla Fed di Chicago si è attestato a quota 0,16 punti in dicembre, in lieve ribasso rispetto alla quota di 0,69 punti misurata il mese precedente. La media dei tre mesi è di conseguenza scesa a +0,33 punti da +0,36 in novembre.

Notizie poco confortanti sono altresì arrivate dall’indice Pmi manifatturiero di gennaio, che ha segnato una flessione a53,7 punti dai 55 punti del mese precedente quando l’indicatore aveva raggiunto i massimi da undici mesi. Si tratta della lettura più bassa da ottobre e, secondo gli analisti, è da attribuire alle cattive condizioni climatiche.

Sotto le attese anche il Superindice dell’economia Usa che, nel mese di dicembre, è salito dello 0,1% rispetto all’1,0% di novembre. Un numero inferiore alle attese degli economisti (+0,2%).

“Sebbene stiamo assistendo a una ripresa dalla fase peggiore della crisi finanziari, non possiamo ancora parlare di un recupero forte dell’occupazione – ha commentato in una intervista a Bloomberg Justin Urquhart Stewart, analista di Seven Investment Management – Dunque tale situazione sta portando a una mancanza di fiducia, che potrebbe minare il rialzo dei mercati dello scorso anno”.

Tra i titoli in rialzo eBay, +5% circa, dopo che l’investitore attivista Carl Icahn ha proposto di procedere a un’operazione di spin off della divisione PayPal. Balzo di Netflix, +13%, dopo che la società ha previsto un utile per azione nel primo trimestre del 2014 di $48 milioni, o 78 centesimi per azione, contro i 75 centesimi per azione attesi dagli analisti.

Sul valutario, euro +0,63% a $1,3632; dollaro/yen -0,38% a JPY 104,11; euro/franco svizzero -0,25% a CHF 1,2314. Euro/yen +0,25% a JPY 141,90.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,53% a $97,23, il prezzo dell’oro +1,4% a quota $1.256 l’oncia.

In avvio di seduta i titoli di stato americani si mantengono in rialzo dopo l’aumento del dato, comunque migliore delle previsioni, sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. I rendimenti, che si muovono in senso opposto ai prezzi, sono in calo. In particolare quelli dei bond decennali, benchmark del settore, si attestano in ribasso di 3 punti base al 2,832%

Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimento in calo allo 0,37% Titoli a 5 anni, rendimento in discesa all’1,657% Titoli a 30 anni, rendimento in frenata al 3,734%