Wall Street chiude debole, fari su petrolio e trimestrali

7 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio positivo, la Borsa chiude in lieve calo nonostante il rialzo del greggio. Nel finale il DJ segna una flessione dello 0,03% a 17.875 punti, lo S&P 500 mette a segno un calo dello 0,21% a 2.076 punti e Nasdaq perde lo 0,14% a 0,14% a 4.910 punti.

I prezzi del petrolio americano oggi sono saliti per il secondo giorno consecutivo, in attesa dei dati sulle scorte americane della Energy Information Administration, con gli investitori che scommettono su un calo delle forniture. I prezzi sono stati sostenuti da un rapporto del gruppo di ricerca Genscape, che indica un calo delle forniture al deposito chiave di Cushing, in Oklahoma. Il contratto più scambiato sul Wti, con consegna a maggio, ha chiuso in rialzo di 1,84 dollari o del 3,5%, chiudendo a 53,98 dollari al barile al Nymex, il massimo del 2015 finora.

I future sull’oro oggi al Comex hanno chiuso in calo, per effetto del rimbalzo del dollaro sul mercato valutario, che ha messo sotto pressione le quotazioni del metallo giallo. Il contratto più scambiato, con consegna a giugno, ha perso 8 dollari o lo 0,66% a 1.210,6 dollari l’oncia, mentre il petrolio si è mosso in senso contrario.

In attesa dei verbali della riunione di marzo della banca centrale americana di domani e dell’avvio della stagione delle trimestrali con Alcoa (sempre domani al termine della seduta), i trader monitorano l’andamento del petrolio. Ieri il greggio è volato del 6,1% con l’Arabia Saudita che ha alzato i prezzi della materia prima venduta all’Asia, segno che la domanda si sta riprendendo. Ma oggi i future sono in calo con Goldman Sachs convinta che i prezzi devono rimanere bassi per mesi prima che ci sia un rallentamento della produzione Usa

Focus sulle dichiarazioni del presidente della Fed di New York William Dudley che, in un discorso proferito nella giornata di ieri, ha affermato che la velocità con cui la Fed inizierà ad alzare i tassi sui fed funds “dipenderà dai dati e rimane incerta, dal momento che non si può pienamente anticipare l’evoluzione futura dell’economia”.

“Potremmo ritrovarci di nuovo in quella situazione strana, in cui le cattive notizie che arrivano dal fronte economico siano interpretate in modo positivo, in quanto ritardano un aumento dei tassi – ha commentato in un’intervista rilasciata a Bloomberg Philippe Gijsels, responsabile strategist presso BNP Psribas, a Bruxelles. “Ogni parola proferita dalla Fed sarà studiata da tutte le angolazioni, così come le minute, i dati economici, dal momento che la stessa Fed ha indicato che un eventuale rialzo dei tassi sarà molto dipendente dai dati”.

A tal proposito, Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, ha detto di essere a favore di rimandare l’adozione di una politica monetaria restrittiva per i prossimi due meeting.

Sotto i riflettori l’accordo con cui FedEx acquisterà l’olandese TNT Express per $4,8 miliardi. FedEx guadagna +4% circa.

Axalta Coating Systems sale dopo che Berkshire Hathaway (di Warren Buffett) ha raggiunto un accordo per acquistare 20 milioni di azioni dalla controllata del gruppo Carlyle, per $560 milioni.

Fari su Informatica Corp. dopo che il Wall Street Journal ha scritto che la società è vicina a un accordo per vendere i suoi asset a un consorzio di private equity.

GM in calo con il governo canadese che ha reso noto che sta vendendo le quote rimanenti nel colosso dell’auto, per un valore di $2,7 miliardi.

FedEx comprera’ l’europea TNT Express per 4,8 miliardi di dollari sempre che arrivi il via libera delle autorita’ competenti. Due anni fa il semaforo verde non era arrivato quando Ups (+0,72%) tento’ di acquisire TNT. Il gruppo di software Informatica verra’ rilevato dal fondo di private equity Permira e dal Canadian Pension Plan Investment Board per 5,3 miliardi di dollari o 48,75 dollari per azione. Si tratta della maggiore operazione a debito di quest’anno in Usa. General Motors tira il freno a mano dopo che il governo canadese ha annunciato la vendita di 73,4 milioni di azioni del produttore d’auto.

Sul valutario, l’euro scivola sotto $1,09 a $1,0863 (-0,55%). Dollaro/yen +0,57% a JPY 120,20. Euro/franco svizzero -0,32% a CHF 1,0437. Euro/yen -0,20% a JPY 130,25.

Occhio all’aussie, balzato fino a +1,4% a $76,98, dopo che la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi overnight invariati al 2,25%. I tassi sui bond a tre anni sono saliti fino all’1,74% dopo l’annuncio della decisione.

(Lna-MT)