Wall Street chiude contrastata, fari su Grecia e Ucraina

11 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – -Wall Street chiude in modo contrastata con il mercato che resta focalizzato sui negoziati riguardanti la Grecia e sul vertice a Minsk, capitale della Bielorussia, tra Ucraina, Russia, Germania e Francia per porre fine al conflitto nell’Est dell’Ucraina.

Intanto il presidente americano Barack Obama ha presentato al Congresso la richiesta per l’uso della forza contro lo Stato Islamico.

Il Dow Jones cede lo 0,04%, a quota 17.802, l’S&P 500 fa +0,02%,a quota 2.069, il Nasdaq aggiunge lo 0,28%, a quota 4.801. Il petrolio ha chiuso in calo per la seconda volta di fila: oggi ha lasciato sul terreno il 2,4% a 48,84 dollari al barile, colpa di scorte Usa cresciute piu’ delle stime.

A livello societario, il colosso delle bibite Pepsi (+1,71%) ha battuto le stime degli analisti con la sua trimestrale ma ha detto di aspettarsi un contesto macroecnomico “difficile e volatile”. Il gruppo delle tlc Time Warner (+1,19%) ha invece superato le attese sul fronte degli utili ma non dei ricavi. Aol (-8,81%) ha pubblicato profitti superiori al consensus ma il fatturato ha deluso per via dell’impatto significativo dato dai cambi valutari.

Il gruppo media Thomson Reuters (-2,25%) ha invece tradito le attese del mercato sul fronte sia di utili di vendite. Western Union (-2,83%) ha messo a segno conti che hanno beneficiato di tagli ai costi. Il gruppo specializzato in servizi di trasferimento di denaro nel mondo ha inoltre annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 1,2 miliardi di dollari cosi’ come un aumento del 24% del dividendo.

Sul valutario, dopo aver toccato i minimi da 11 anni di 1,1088 dollari, l’euro -0,04% a $1,1314. Dollaro/yen +0,30% a JPY 119,77. Euro/franco svizzero -0,11% a CHF 1,0472.

I prezzi dei Treasury, reduci da sei giornate di fila al ribasso, hanno ridotto le perdite per poi virare in positivo dopo l’asta di titoli a 10 anni. La domanda e’ stata forte – 2,62 volte l’offerta – e quella arrivata dall’estero (pari al 59,5% del totale) ha raggiunto massimi che non si vedevano da anni. Il nuovo decennale e’ stato venduto con rendimenti al 2% contro il 2,01% a cui viaggiavano i titoli benchmark gia’ sul mercato prima dell’asta. Nel finale si trova all’1,995% contro un massimo intraday al 2,023%.