Wall Street Anni 80 torna in vita ne “Il gioco dei bugiardi”

14 Novembre 2018, di Alberto Battaglia

Prima della de “La grande scommessa”, fu “Il gioco dei bugiardi”. L’autore è sempre lo stesso, Michael Lewis, così come il soggetto: i vizi del mondo della finanza. Se però l’ultima opera è molto nota al pubblico italiano, grazie alla trasposizione cinematografica interpretata da Ryan Gosling e Brad Pitt, “Il gioco dei bugiardi” ha visto solo di recente la sua prima traduzione. Eppure, negli Usa questa prima opera, datata 1989, ha avuto un’influenza ancor superiore. Secondo la rivista Forbes si tratta di uno dei 20 libri di business più influenti di sempre; mentre per il padre del new journalism, Tom Wolfe, è semplicemente “il più grande libro su Wall Street mai scritto”.

 

 

Se “La grande scommessa” è la cronaca della tragedia finanziaria del 2008, “Il gioco dei bugiardi” riporta il calendario a metà anni Ottanta, quando “la strada più famosa della finanza internazionale è al centro della nuova corsa all’oro: stipendi favolosi, donne splendide e lusso sfrenato sono il sogno realizzato di una classe di ventenni che aveva la netta sensazione di essere in cima al mondo”.

 

L’autore, un ex trader che ha da tempo deciso di cambiare vita, invita a diffidare di chi promette strategie finanziarie troppo ottimistiche: “Non date ascolto a nessuno che vi dica di poter trasformare una piccola quantità di soldi in un sacco di soldi. La cosa da fare è evitare di pagare grosse somme a persone che vi danno dei consigli, e investire con l’idea che l’unica cosa che state cercando di fare è evitare di perdere quei soldi”, ha affermato in un’intervista rilasciata a BI Italia, “a parte questo, quello che direi è: che Dio vi aiuti, perché qualunque cosa facciate comporterà sempre qualche rischio”.

 

Dopo aver vissuto da autore due importanti fasi dell’evoluzione di Wall Street, Lewis non crede che alla base dei mali della finanzia ci siano individui realmente malvagi: “Non considero le persone che lavorano nel settore finanziario intrinsecamente peggiori di chiunque altro”, ha detto, “Per quanto tu cerchi di demonizzare un gruppo di persone, una volta che conosci effettivamente delle persone che ne fanno parte è molto difficile accanirsi più di tanto”.