Wall Street accelera di quasi l’1% spinta dai dati macro

2 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Apertura in rialzo di quasi un punto percentuale per la borsa americana, favorita dagli ultimi dati macro e dalle speranze che le autorita’ politiche europee riescano a trovare una soluzione alla crisi del debito sovrano.

Il Dow Jones avanza dello 0,8%, il Nasdaq dello 0,7% e l’S&P 500 dello 0,88%. Tra le singole blue chip a mettersi in evidenza, spiccano il colosso dell’alluminio Alcoa e l’istituto di credito Bank of America, nonostante sia stata citata a giudizio insieme ad altre quattro banche per le pratiche, che si presume illecite, di pignoramento dei mutui.

Sul fronte economico, in novembre il tasso di disoccupazione e’ sceso a sorpresa dal 9% all’8,6% in novembre, facendo meglio delle previsioni. Tuttavia va segnalato che la partecipazione alla forza lavoro e’ scesa di pari passo, al 64% dal 64,2% di ottobre. Le aziende hanno assunto meno del mese precedente e anche i salari sono diminuiti anche se di poco (-0,1%).

I numeri vengono comunque accolti positivamente nel complesso e spingono al rialzo anche materie prime come greggio, oro e argento, che scambiano sui massimi di seduta.

Sempre in novembre le vendite di auto nel mercato interno americano hanno raggiunto quota 10,34 milioni di vetture, ai massimi da aprile 2008, da quota 10,29 milioni, registrata il mese precedente.

In Europa intanto Francia e Germania continuano a spingere verso una maggiore integrazione economica tra i paesi dell’eurozona e misure più severe per mettere in pratica le regole di bilancio, per contrastare la crisi del debito nella regione.

La cancelliera tedesca Merkel conferma il suo supporto verso l’euro e verso una maggiore integrazione fiscale. Chiede il cambiamento dei trattati per poter risolvere le cause alla base della crisi in corso.

La Banca centrale europea potrebbe concedere prestiti attraverso il Fondo Monetario Internazionale per contrastare la crisi del debito. Si parla di 200 miliardi di euro, secondo quanto riferito a Bloomberg da due persone informate sui fatti.

Dalla Cina ancora voci che allontanano la possibilità di utilizzare parte delle più grandi riserve in valuta estera al mondo (stimate attorno a $3,2 trilioni), per sostenere i paesi fortemente indebitati dell’Europa. A parlare è un’alta autorità del ministero degli Affari Esteri.

Google starebbe studiando un sistema internet per aiutare i consumatori negli acquisti online e ottenere vantaggi dalle consegne in giornata, nel tentativo di recuperare parte del traffico perduto e conquistato da Amazon.

Continua la battaglia legale tra Apple e Samsung, con la marca produttrice di iPad e iPhone che cerca di bloccare la vendita di Galaxy negli Stati Uniti.

L’europea Airbus accusa la Casa Bianca di concorrenza sleale per aver alterato le condizioni di competizione a favore di Boeing, durante un appalto in Indonesia dal valore di circa $22 miliardi.

Sul fronte valutario, l’euro sale dello 0,43% nei confronti del dollaro a quota $1,3520, mentre contro il franco svizzero a CHF 1,2347 (+0,19%). La moneta unica nei confronti dello yen avanza a JPY 105,28 (+0,68%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono a quota $101,27 al barile (+1,07%). Su anche le quotazioni dell’oro (+1,09%), a $1,758,70 l’oncia.