WALL ST. IN ROSSO, NON BASTA IL TAGLIO AI TASSI

8 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Seduta altalenante per gli indici americani che dopo aver attraversato piu’ volte la linea della parita’ si sono spinti al ribasso, estendendo a sei seduta la striscia negativa, la peggiore di sempre in termini di performance (-15%). Il Dow Jones ha ceduto il 2.00% a 9258, l’S&P500 l’1.13% a 984, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.83% a 1740. L’indice industriale si e’ mosso in un trading range compreso tra un minimo 9194 ad un massimo di 9628, l’ultima volta che l’indice industriale ha chiuso al di sotto dei 9300 punti e’ stato l’11 agosto 2003.

La situazione a livello globale e’ talmente drammatica che il Segretario al Tesoro Usa Henry Paulson, ha proposto un meeting straordinario dei Paesi del G20 per questo fine settimana. La volatilita’ resta a livelli elevatissimi: l’indice VIX (CBOE VOLATILITY INDEX) si e’ spinto ad un massimo assoluto di 59 punti durante le contrattazioni. Il rialzo giornaliero mette fine alla striscia negativa durata ben cinque sessioni, la peggiore di sempre in termini di performance. Le piazze europee hanno chiuso in forte calo, il Giappone ha chiuso con la peggiore perdita gionaliera (Nikkei -9.4%) dal crash del 1987

Sui mercati resta un sentiment di forte incertezza dunque. Sembra infatti che neanche l’azione congiunta delle Banche Centrali sia riuscita a distendere temporaneamente il clima in borsa. E’ evidente l’assenza di fiducia degli investitori che, preoccupati dal deterioramento delle condizioni economiche, cercano rifugio in asset meno rischiosi come bond e oro.

A spingere al rialzo i listini prima dell’apertura era stata l’azione coordinata delle Banche Centrali sulla riduzione di mezzo punto percentuale del costo del denaro. Negli Stati Uniti i fed funds sono passati dal 2.00% all’1.50%, in Europa i tassi sono scesi al 3.75%.”La recente intensificazione della crisi finanziaria ha aumentato i rischi al ribasso per la crescita, riducendo di conseguenza quelli per la stabilita’ dei prezzi” si legge in una nota della Banca Centrale. Il governo britannico ha annunciato anche l’iniezione di nuovo capitale per $87 miliardi nel sistema bancario.

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“Dopo cinque giorni di pesanti perdite c’e’ stato un piccolo rimbalzo” aveva affermato Joe Saluzzi, manager di Themis Trading, a pochi minuti. “Il problema e’ vedere quanto durera’. Sfortunatamente il rimbalzo non ha avuto lunga vita, come si e’ visto alla chiusura. “Finalmente abbiamo ottenuto quello che volevamo (il taglio coordinato dei tassi)” aveva aggiunto Michael Mullaney, money manager di Fiduciary Trust. “Non si trattera’ pero’ di un processo veloce. Ci vorra’ del tempo per ripristinare lo stato degli istituti finanziari a livello globale”.

A livello societario, notizie contrastate dal fronte delle trimestrali. Bene la societa’ di fertilizzanti Monsanto che ha riportato una perdita piu’ contenuta del previsto, pesante invece il colosso dell’alluminio Alcoa (-12.57%), dopo i deludenti numeri diffusi nell’after hour di ieri sera e l’annuncio della sospensione del programma di buyback.

Nel comparto retail, ha rispettato le stime sulle vendite comparate il gigante Wal-Mart, mentre ha deluso Target che ha anche lanciato un profit warning sui risultati del terzo trimestre. Nel settore finanziario, lo spider XLF ha chiuso poco sotto la parita’, Bank of America ha ceduto il 7.66% dopo essersi spinta giu’ nel preborsa fino a segnare una perdita del 18%, in calo anche JP Morgan e Morgan Stanley.

Nel settore hi-tech, male il gigante media online Yahoo!, piombato ai minimi di 5 anni a causa del taglio del target price da $24 a $16 da parte di BofA. Nei mesi scorsi Microsoft aveva offerta $31 per azione per rilevare l’intera societa’ (un premio del 58% rispetto agli attuali livelli). In calo anche Google, sotto i $340 per azione, mentre si sono mossi al rialzo Apple e eBay.

Sugli altri mercati, in ribasso il petrolio, dopo che le scorte settimanali hanno segnalato un aumento delle riserve di gran lunga superiore al previsto: i futures con consegna novembre hanno ceduto $1.11 a $88.95 al barile. Sul valutario, in progresso l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3664. Buy sull’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno guadagnato $24.50 a $906.50 l’oncia. Negativi infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.7130 dal 3.5060% di martedi’.

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