WALL ST: ANCORA VENDITE, DOW JONES SOTTO 7500

19 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

La sessione di borsa si e’ conclusa con gli indici negativi a Wall Street. Dopo aver tentato un timido rialzo nella mattinata, i listini hanno virato in rosso, appesantiti dai timori sullo stato dell’economia, ancora debole come hanno dimostrato gli ultimi dati macro. Il Dow Jones, in ribasso dell’1.19% a 7465, si e’ portato sotto l’area dei 7500 punti, ai minimi dall’ottobre 2002, avvicinandosi pericolosamente al supporto dei minimi intraday di novembre (7392) che, se violato, potrebbe originare una nuova ondata di vendite secondo gli analisti tecnici. L’S&P500 ha ceduto l1.20% a 728, il tecnologico Nasdaq ha lasciato sul terreno l’1.71% a 1442, pressato dalla brutta trimestrale di Hewlett-Packard.

Le condizioni economiche restano allarmanti. Il mercato del lavoro sembra ancora lontano dal recupero, come dimostrano le nuove richieste di sussidio che continuano a viaggiare su livelli record, mentre l’inflazione ha registrato un’impennata inattesa nell’ultimo mese, ben oltre le attese degli economisti. Una nota positiva e’ giunta’ dal Superindice, cresciuto piu’ delle attese, ma il dato e’ stato presto oscurato dal nuovo tonfo dell’indice Philadelphia Fed, crollato a -41.3 punti nell’ultimo mese.

“Purtroppo continuiamo a riceve notizie negative” ha fatto notare Mike Materasso, portfolio manager di Franklin Templeton a New York. “Dall’altro lato invece si intravede un cauto ottimismo sulle mosse del governo, sperando che possano funzionare”. Nei giorni scorsi il presidente Obama ha trasformato in legge il piano di stimolo economico da $787 miliardi, e annunciato un nuovo progetto da $275 mld a sostegno delle famiglie in difficolta’ con il pagamento delle rate sui mutui.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul
link INSIDER

I titoli finanziari hanno continuato a perdere quota, presi ancora una volta di mira dai ribassisti, mentre monta l’incertezza sulla modalita’ e l’efficacia del piano studiato dal governo per l’acquisto degli asset tossici delle banche in pericolo. Citigroup e’ scivolato ad un nuovo minimo di diversi anni a quota $2.50, realizzando una perdita giornaliera superiore al 13%; -14.60% per Bank of America, giu’ pesante anche il colosso delle carte di credito American Express, con una perdita vicina al 9%.

Particolarmente deboli sono risultati anche i titoli del settore informatico, trascinati al ribasso dall’allarme sui profitti lanciato dal colosso Hewlett-Packard. L’azienda ha riportato un calo del 13% degli utili nell’ultimo trimestre e
tagliato le stime sui prossimi risultati fiscali. L’azione e’ arretrata -7.9%; IBM, Microsoft,
Apple ed Intel hanno realizzato perdite medie pari ai 3 punti percentuali.

A riportare risultati peggiori delle stime e’ stata anche l’agenzia di viaggi online Expedia, profitti in linea col consensus (+17%) invece per la catena retail CVS Caremark, mentre LDK Solar ha rivisto al ribasso l’outlook sul quarto trimestre, dando la stura alle vendite sul titolo. Il gruppo telecom Sprint-Nextel ha riportato una perdita di un centesimo per azione, meglio del consensus comunque; forti acquisti sulla catena di prodotti alimentari di natura biologica Whole Foods, dopo la trimestrale favorevole che ha spinto al rialzo l’azione +37.20%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, seduta in forte rialzo per il petrolio, dopo che le scorte sono scese a sorpresa nell’ultima settimana. I futures con consegna marzo hanno guadagnato $4.86 (+14%) a $39.48 al barile. Sul valutario, euro in recupero nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2670. In leggero calo l’oro: i futures con consegna aprile hanno ceduto $1.70 a $96.50 l’oncia. In calo infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 2.8570% dal 2.7280% di mercoledi’.