WALL ST.: ABBRIVIO SUL FINALE, CHIUSURA POSITIVA

22 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Colpo di reni proprio sul finale a Wall Street, dove gli indici azionari sono saliti grazie a un rinnovato interesse per i titoli tecnologici.

L’indice Dow Jones è cresciuto dello 0,31% a 10.489, lo Standard & Poor 500 è salito dello 0,59% a 1.177, il tecnologico Nasdaq ha messo a segno invece un rialzo dello 0,70% a 2.085 punti.

Tra i motivi dell’abbrivio proprio sul finale, dopo una seduta incolore passata dagli indici per il 90% del tempo intorno al livello di parita’, una revisione al rialzo dei target di prezzo su Apple Computer. Il titolo (AAPL – Nasdaq), tuttora in forte ipercomprato, ha chiuso con un balzo dell’11,2%, ai massimi delle ultime 52 settimane, con volumi record di scambio di 46 milioni di titoli.

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Ha influito in positivo sui prezzi azionari Usa anche l’andamento degli altri mercati, con una sosta nella corsa nei prezzi del greggio, sceso sotto quota $49 al barile e qualche tentativo di stabilizzazione del dollaro.

Al termine della giornata di contrattazioni sul mercato valutario di New York, l’euro ha toccato quota 1,3044 dollari chiudendo in rialzo rispetto al fixing di venerdi’ quando si era attestato a 1,3027 dollari. Ma intraday la valuta europea era salita fino a 1,3060 e oltre.

Circa il petrolio, in chiusura a New York il greggio è stato quotato a $48,55 al barile, in calo di 34 centesimi. Il barile ha rallentato nel corso delle contrattazioni dopo essere tornato nell’after hours in vista dei 50 dollari al barile toccando i 49,55 dollari. L’accelerazione, dopo due settimane di sostanziale calma, è stata dovuta al timore che le scorte di olio combustibile non fossero sufficienti per far fronte alla stagione invernale.

Un allarme immediatamente rientrato di fronte a un inverno che sulla costa orientale degli Stati Uniti si annuncia in realtà più tiepido del previsto. A frenare la corsa del greggio sono state tra l’altro anche le previsioni del Fondo monetario internazionale, che ha rivisto a ribasso le stime di crescita per il 2005, portandole dal 4,3% al 4%.