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Volatilità in aumento, come fare trading

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LEGNANO (WSI) – L’affievolirsi della possibilità di un intervento militare in Siria da parte di Stati Uniti e alleati, intervento su cui il Presidente Obama deve ancora esprimersi con chiarezza, ha calmato la situazione dei mercati ed in particolare quella dell’azionario che nei giorni di inizio settimana aveva stornato in maniera significativa.

Il prezzo del greggio, in assoluto il più sensibile alle tensioni geopolitiche di quell’area geografica, ha subito un importante arresto anche per ragioni tecniche legate ad alcune prese di profitto successive al clamoroso e veloce rialzo.

Mercati che tornano tecnici

Come più volte descritto in questa sede ci riferiamo ai mercati attribuendo la connotazione di “tecnici” quando i prezzi dei vari strumenti finanziari vanno a svilupparsi attraverso conformazioni grafiche riconosciute e consolidate, con enfasi su punti di supporto e di resistenza altrettanto consolidati.

E’ del tutto evidente che tutto ciò che accade al di fuori dei meccanismi grafici, meccanismi in grado di “ordinare” le diverse istanze di compratori e venditori e fornirgli un linguaggio comune, rende i mercati non più tecnici ma sensibili a news macro di una certa rilevanza piuttosto che a dichiarazioni (magari inattese) di alcuni importanti attori istituzionali e, come in questo caso, situazioni di particolare tensione politica e/o internazionale.

Durante la giornata di ieri siamo, fortunatamente, tornati sul primo orizzonte di analisi anche se i movimenti di prezzo ai quali abbiamo assistito non si sono rivelati particolarmente significativi.

Sul fronte valutario, per suffragare questa considerazione, è sufficiente gettare uno sguardo al Dow Jones FXCM Dollar Index il quale ha continuato a muoversi in lateralità all’interno di due precisi punti tecnici quali 10.770 e 10.710, facendolo peraltro in maniera confusa e piuttosto volatile.

La situazione attuale sul fronte dei rapporti valutari infatti descrive la concomitanza di due fattori: volatilità in aumento, seppur a livelli ancora relativamente contenuti, e assenza di direzionalità, il che rende l’operatività molto sensibile a spike e possibili false rotture.

Ieri la BOE, oggi il PIL USA

La settimana che anticipa quella calda che vedrà il meeting della BCE e i dati sul lavoro negli Stati Uniti ci ha offerto dal punto di vista del calendario economico il discorso del neogovernatore della Bank of England Carney, ospite a Nottingham di un evento di industriali britannici, e sul quale vi sono concentrate ancora molto attenzioni vista la linea netta in senso accomodante che ha sposato fin dalle primissime battute del suo mandato.

Ebbene egli ha confermato che i tassi d’interesse non saranno toccati al rialzo se non a miglioramenti significativi sul fronte occupazionale con il target di disoccupazione del 7% (ci ricorda qualcuno) e che un aumento dell’attuale QE potrebbe essere possibile se proprio i mercati dovessero minacciare di soffocare la ripresa attraverso aspettative di tassi maggiori.

Nulla di nuovo dunque, ma abbastanza per tenere sostenuta la sterlina dopo un repentino crollo che tuttavia non è andato oltre l’area di supporto che a breve descriveremo nella parte tecnica. In tema di news avremo quest’oggi, al consueto orario delle 14.30, la release sul PIL degli Stati Uniti atteso ad un +2,2% su base trimestrale e quella sulla richieste di sussidi di disoccupazione la cui aspettativa è di 332mila unità.

Diverrà opportuno seguire queste pubblicazioni anche a conferma di quella tendenza che negli ultimi giorni abbiamo evidenziato secondo la quale il dollaro americano sarebbe tornato a muoversi in maniera univoca contro tutte le valute, il che lo renderebbe acquistato a fronte di dati positivi e venduto nel caso opposto, notizie dalla Siria permettendo (se il tema si riacuisse potrebbero essere ricomprati yen e franchi svizzeri e il dollaro potrebbe essere sia comprato ma anche venduto come l’altro giorno).

QUADRO TECNICO

EurUsd: ancora tutt’altro che indicativo il grafico dell’eurodollaro che ha almeno il pregio di muoversi all’interno di punti tecnici precisi. A supporto diviene fondamentale l’area di 1,3300/10, nei pressi delle quale transita anche il livello dinamico che completa il canale rialzista che descrive la price action da oltre un mese e mezzo. Tentativi di rottura sotto questo livello porterebbero a vendite in direzione 1,3265 e 1,3240. L’area di 1,33 tuttavia, vista la volatilità ancora contenuta, potrebbe rappresentare un punto di acquisto dato l’ottimo Risk/Reward per riprese di 1,3345 che corrisponde al transito della media mobile esponenziale a 21 periodi sul grafico orario superata la quale la possibilità di arrivare a 1,3380 torna concreta.

UsdJpy: vale la pena di ricordare il quadro di riferimento del cambio, racchiuso da ormai tre mesi all’interno di una figura a triangolo che descrive il progressivo restringimento del range di escursione dei prezzi. Abbiamo assistito ieri al perfetto rimbalzo sul supporto statico in area 97, molto vicina al supporto dinamico di medio periodo. La tenuta di 97,80 porrebbe le basi per lo sviluppo della flag ribassista ben visibile sul grafico orario (che altrimenti rischierebbe di diventare troppo estesa e perdere il senso di correzione della tendenza principale) per rivendere proprio in direzione 97, previo il superamento di 97,50. Buona l’operatività in breakout nel caso contrario, per obiettivi a 98,40 dopo la messa dello stop in pari sul primo livello di resistenza a 98,05.

EurJpy: anche qui la figura di riferimento resta il triangolo di medio periodo, in maniera molto simile al cambio UsdJpy. Anche qui ci troviamo in presenza di un supporto significativo come 129,75 sul quale è ancora in atto una correzione assimilabile ad una flag che passa dalla cruciale tenuta di 130,55 buono per gli short e per approfondire su eventuali break ribassiti verso 129,30 dove passa il supporto dinamico di medio periodo. Vistala difficoltà nel muoversi in laterale con questo cross, operazioni long sono consigliate in stop entry sopra la resistenza per obiettivi in area 131.

GbpUsd: come accennato in fase introduttiva, il cable si è mostrato molto volatile grazie allo speech di ieri pomeriggio di Carney. Il primo ribasso repentino ha comunque rimbalzato sulla confluenza grafica di supporto statico e dinamico in area 1,5430 per poi risalire verso l’1,5550 con la media mobile a 21 periodi sul grafico a 4 ore a fungere da precisissimo livello dinamico.E ‘ proprio da qui che passa il prossimo destino del prezzo, laddove lo stocastico continua a segnalare divergenza con esso che potrebbe portare a rialzi almeno fino a 1,56 su superamenti appunto di 1,5550/60. Sotto il pivot daily, cioè sotto la soglia di 1,55, si può invece ripuntare ai minimi per prime prese di profitto proprio in area 1,5430.

AudUsd: rotto questa notte il canale ribassista che negli ultimi due giorni ha perfettamente accompagnato il prezzo. La divergenza regolare rialzista tra prezzo e oscillatore stocastico su time frame a 4 ore sta ora accompagnando il rialzo del cambio che ha rotto la figura e si è portato fino al cruciale test della media mobile esponenziale a 21 periodi, superata la quale allora si potrebbe puntare con decisione verso 0,90 prima e 0,9050 poi. Un arresto su queste prime resistenze farebbe entrare quella attuale nel novero delle correzioni (a pennant) per ripartenze short da sfruttare per riprese di 0,8930 e 0,89.

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