La storia di Monica e di una mancata pianificazione finanziaria

25 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia
di Andrea Rocco, CEO Ecomatica Formazione e Consulenza & Founder di Kaidan
Qualche giorno fa, per mezzo di un consulente finanziario, ascolto la storia di Monica, una sua nuova cliente. Mi racconta del profondo disagio che ha provato quando l’ha conosciuta. Un figlio di 14 anni, ma soprattutto un marito che non c’è più, mancato improvvisamente.
Una storia nella quale al dramma familiare si è aggiunto quello economico: Monica lavorava saltuariamente, suo marito guadagnava a sufficienza per la famiglia. Poi però quando ha avanzato la richiesta per la pensione di reversibilità, la doccia fredda.”Non ci sono i requisiti per poterla richiedere”, le hanno risposto. E le è caduto il mondo addosso, una seconda volta.
Chi la seguiva in precedenza, non le aveva mai parlato di protezione né spiegato quali rischi stesse correndo.
Nessuno le aveva detto che, in una situazione simile, per ottenere una prestazione pensionistica (non di reversibilità, si chiama pensione indiretta) occorreva che ci fossero almeno 15 anni di contributi versati. E suo marito, purtroppo, non li aveva a causa di una carriera “volatile”, diciamo così.
Nessuno le aveva detto che, senza pensione, le sarebbe spettata unicamente un’indennità una tantum – non periodica, ma una volta sola – totalmente insufficiente a mantenere il tenore di vita raggiunto.
Nessuno le aveva detto che, se anche ci fosse stata la pensione indiretta, sarebbe stata probabilmente molto bassa in virtù del fatto che questa si calcola sulla base della storia contributiva della persona. E se manchi in età relativamente tenera, è verosimile che anche la pensione lo sia.
Nessuno, sulla base di quanto sopra, le aveva detto che c’era un gap di protezione e che quel capitale umano andava tutelato.
Forse Monica non l’avrebbe fatto. Ma almeno avrebbe ricevuto una consulenza degna di questo nome. Invece siamo a distanze siderali dal parlare di consulenza, in questo e in tanti altri casi.
“Mi sono sentito ugualmente in colpa, anche se Monica l’avevo appena conosciuta” mi ha rivelato il consulente.
Questa storia si ripeterà, purtroppo. E’ certo.
Personalmente mi ha permesso di riflettere sull’abisso di conseguenze che si generano tra chi questo lavoro lo fa bene, e chi no.

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